Il governo italiano presenta il piano da 14 miliardi per la difesa Ue entro novembre

28.10.2025 12:45

Il governo italiano prepara piani di reazione alla nuova realtà di sicurezza

Il governo italiano è pronto a presentare alla Commissione europea i dettagli dei progetti per la difesa, finanziati con 14,9 miliardi di euro dal fondo Safe (Security action for Europe). I programmi dovranno essere inviati a Bruxelles entro novembre. Secondo fonti informate, l’80% dei finanziamenti sarà destinato al ripristino delle forze armate, con particolare attenzione all’esercito. Il restante 20% sarà dedicato al potenziamento della difesa aerea, in particolare attraverso l’acquisto di droni, riporta Attuale.

Il piano di riarmo, delineato da Ursula von der Leyen nella strategia «Readiness 2030», prevede un ammontare complessivo di 150 miliardi di euro, raccolti sui mercati finanziari e garantiti dall’intera Unione europea, distribuiti tramite il fondo Safe. Per accedere a queste risorse, i governi devono presentare prospettive di spesa condivise con almeno un altro paese europeo o con Norvegia, Svizzera, Islanda, Liechtenstein e, in particolare, Ucraina. Inoltre, il 65% dei sistemi d’arma deve essere acquisto in uno Stato europeo.

L’Aspen Institute Italia ha dedicato gran parte di un seminario tenutosi a Pavia il 26 ottobre a questa tematica, intitolato «La battaglia di Pavia e il futuro della difesa europea». L’istituto, presieduto da Giulio Tremonti e diretto da Angelo Maria Petroni, ha elaborato un rapporto sul tema. Nel capitolo relativo all’esercito italiano, si sottolinea la necessità di un «cambio culturale interno alla Forza Armata», spostando l’attenzione su tre assi portanti: tecnologia, addestramento e valori, con l’obiettivo di migliorare coesione e flessibilità nelle strategie militari.

Lo studio dell’Aspen Institute avverte che, per raggiungere i nuovi obiettivi fissati dall’alleanza atlantica, sarà necessaria l’aggiunta di 40.000 soldati, oltre ai rincari già previsti dalla legislazione. Attualmente, l’esercito conta 94.000 militari, che arrivano a circa 170.000 se si includono Marina, Aeronautica e Arma dei Carabinieri. Le stime indicano che l’organico delle forze armate dovrebbe aumentare di un quarto, o addirittura della metà, se si considera solo l’esercito terrestre.

Questa esigenza è stata confermata dal Capo di Stato maggiore dell’Esercito, generale Carmine Masiello, che ha partecipato al seminario di Pavia. Masiello ha spiegato come l’attacco russo in Ucraina abbia modificato lo scenario di sicurezza. «Gli Stati Uniti, di fatto, non ci sono più. Oggi la loro priorità è la situazione interna, seguita dalla Cina, e solo in terza posizione viene la difesa dell’Europa», ha aggiunto. Ha anche sintetizzato i «bisogni» dell’esercito, evidenziando la mancanza di attrezzature fondamentali come carri armati e artiglieria, oltre a un insufficiente personale militare. «Possiamo solo indicare le carenze, spetta poi alla politica prendere le decisioni necessarie», ha affermato Masiello.

Un’altra osservazione significativa è arrivata da Stefano Pontecorvo, presidente del gruppo Leonardo (ex Finmeccanica), il quale ha sottolineato che «le guerre non si combattono più solo con i proiettili, ma anche con i byte». Pontecorvo ha illustrato come eventi quotidiani, come un guasto ferroviario o un blackout, possano derivare da attacchi informatici, evidenziando l’importanza della sicurezza cibernetica. Il centro cyber di Leonardo gestisce e contrasta circa 80 attacchi al giorno, a un ritmo di uno ogni venti minuti.

1 Comment

  1. Ma che schifo, 14 miliardi per difesa quando ci sono scuole e ospedali che cadono a pezzi! E poi, l’esercito con più soldati? Non sono certo che questo porterà sicurezza in realtà… e la vera minaccia è nei cyberspazio, non nei campi di battaglia!!!

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