La voce delle donne del Pd a Reggio Emilia: “Il femminismo per la libertà di tutti”

09.09.2026 05:55
La voce delle donne del Pd a Reggio Emilia: "Il femminismo per la libertà di tutti"

Festa nazionale delle Democratiche: combattiamo per l’uguaglianza e la sicurezza delle donne

“Se una società è a misura di donna, è a misura di tutti. Il femminismo, per noi, serve a rendere più libera e sicura la vita di tutti”, ha dichiarato Roberta Mori, portavoce nazionale della Conferenza delle donne del Partito Democratico, in occasione della Festa nazionale delle Democratiche “Repubblica, femminista, plurale. Ottant’anni di noi”, che si svolge a Reggio Emilia dal 13 al 16 settembre. Tra le ospiti, l’ambasciatrice di Palestina Mona Abuamara, l leader del Pd Elly Schlein, l’attrice Lella Costa, la giornalista Maria Latella, l’ex presidente della Camera Laura Boldrini, l’attivista Susanna Camusso e l’atleta paralimpica Martina Caironi. “Sarà una festa delle idee, dell’ascolto e del confronto: non una passerella di nomi, ma un luogo per produrre proposte”, riporta Attuale.

L’eredità delle donne che conquistarono il voto nel 1946 si traduce nell’attuazione della Costituzione, che chiede alla Repubblica di rimuovere gli ostacoli a libertà ed eguaglianza. “Ottant’anni dopo, gli ostacoli si chiamano lavoro povero, dipendenza economica, violenza, carichi di cura, discriminazioni e sottorappresentazione”, ha sottolineato Mori. “La democrazia è incompiuta finché una donna ha meno libertà di scegliere la propria vita”. Da qui emerge l'”agenda femminista per l’alternativa”: “Il femminismo non è una politica per una categoria, è un progetto per l’intera società”. Questa agenda dovrà essere integrata nella proposta del Pd e dell’alleanza progressista: “Non si può chiedere alle donne di mobilitarsi per l’alternativa e poi considerare negoziabili le loro richieste”.

Sulla violenza di genere, Mori ha denunciato l’assenza di prevenzione e azioni integrate da parte del governo. Secondo l’Istat, 6,4 milioni di italiane, ovvero il 31,9%, hanno subito violenza fisica o sessuale, ma solo il 10,5% delle vittime di partner o ex negli ultimi cinque anni ha denunciato. “Dobbiamo prevenire prima di punire”: servono educazione alle relazioni, centri antiviolenza finanziati, autonomia abitativa ed economica, formazione e protezione tempestiva.

Nel 2025, l’occupazione femminile in Italia tra i 20 e i 64 anni era al 58%, rispetto al 71,3% in Europa. “Un Paese che tiene fuori dal lavoro milioni di donne non discrimina solo le donne, ma spreca crescita, competenze e futuro”. Sono necessarie strutture come nidi, tempo pieno, servizi per la non autosufficienza, lavoro di qualità, politiche industriali, formazione, sostegno all’imprenditoria e congedi condivisi. Attualmente, tra i dipendenti privati, la retribuzione media annua femminile è inferiore ai 20mila euro, mentre quella maschile è quasi 28mila.

Mori ha critico il recepimento da parte del governo della normativa Ue sulla trasparenza retributiva, affermando che la sua attuazione avrebbe ridotto l’efficacia della legge: “La disuguaglianza salariale di oggi diventa disuguaglianza pensionistica domani”. Per una redistribuzione più equa del lavoro di cura, sono necessari congedi di paternità più lunghi e lavorazioni che non penalizzino chi ha il compito di accudire. Inoltre, occorre educare alla condivisione fin da piccoli e approvare una legge sui caregiver.

Infine, Mori esprime una netta contrarietà alla modifica della legge elettorale. Il 3 settembre, la Commissione Affari costituzionali del Senato ha approvato un emendamento di maggioranza che prevede l’alternanza di genere solo dopo il primo nome. “È un arretramento. Ci opporremo in Parlamento e nel Paese. La prima presidente del Consiglio donna rischia di presiedere alla cancellazione di una garanzia costruita per tutte le donne”. Sempre riguardo alle primarie, ha concluso: “Non penso che vadano liquidate, ma nessuno strumento democratico basta a sé stesso e può sostituire l’autorevolezza della politica”.

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