Trump e Xi Jinping: un accordo commerciale, ma il futuro resta incerto
New York – Donald Trump ha commentato il recente incontro di 90 minuti con Xi Jinping a Busan, in Corea del Sud, evidenziando come entrambi i leader abbiano proclamato una vittoria, nonostante si tratti di una tregua commerciale di un anno piuttosto che di un accordo definitivo. L’incontro, che non ha incluso discussioni su Taiwan, ha invece affrontato la continuazione delle tensioni, con entrambe le potenze impegnate in un’accesa competizione per la supremazia, continuando il decoupling selettivo per diminuire le reciproche dipendenze, riporta Attuale.
In volo sull’Air Force One verso la Casa Bianca dopo il viaggio in Asia, Trump ha affermato che ci sarà una de-escalation commerciale con la Cina, dichiarando il vertice un successo da «12» su una scala da 1 a 10. Tuttavia, i dettagli scritti dell’accordo rimangono in fase di elaborazione da parte delle delegazioni. Il segretario del Tesoro, Scott Bessent, ha indicato che la firma potrebbe arrivare già la prossima settimana, chiarendo che «ogni anno rinegozieremo l’accordo», il quale potrebbe allungarsi ben oltre il termine iniziale.
La Casa Bianca ha annunciato che per dodici mesi Pechino sospenderà le restrizioni sulle esportazioni di terre rare, imposte ad ottobre. Tuttavia, non si è menzionato il mantenimento di altre restrizioni, effettive dalle scorse primavera e autunno, che richiedono licenze per esportare metalli e magneti verso Stati Uniti ed Europa. La Cina, da parte sua, ha rivendicato come vittoria per il proprio elettorato rurale l’impegno all’acquisto di «enormi quantità di soia», numeri che indicano un ritorno ai volumi di vendita pre-escalation della guerra commerciale.
Peccato che la Cina abbia sfruttato il suo quasi-monopolio sulle terre rare e la soia per ottenere la riduzione dei dazi americani e ottenere la sospensione annuale di pesanti pedaggi portuali per le navi cinesi. Nel frattempo, Trump ha messo in relazione la riduzione dei dazi del 10% con l’impegno di Pechino a controllare le esportazioni di precursori chimici del fentanyl, ma ciò non cambia il fatto che i dazi rimangono comunque elevati, fissati al 47%.
Alcuni dei temi geopolitici, come la questione di Taiwan, non sono stati affrontati. Trump ha dichiarato che si è parlato di Ucraina, aggiungendo che non si è discusso dell’acquisto da parte di Pechino di petrolio dalla Russia. Tuttavia, una nota significativa è arrivata da un post di Trump su Truth, dove si accenna a una «grossa vendita» alla Cina di petrolio e gas dall’Alaska.
Il linguaggio del corpo durante l’incontro ha rivelato dinamiche contrastanti; Trump ha descritto Xi come un «grande amico», mentre Xi ha mantenuto un atteggiamento neutro e controllato. Non è emerso alcun accordo previsto su TikTok, nonostante le voci di una potenziale risoluzione. La situazione resta complessa, caratterizzata da un contesto di rivalità crescente e incertezze nei futuri rapporti tra le due potenze.
Infine, prima dell’incontro, Trump ha fatto notizia dichiarando che gli Stati Uniti riprenderanno i «test nucleari», il primo da 33 anni, giustificando questa mossa con gli arsenali di Russia e Cina. Sebbene molti esperti non prevedano test nucleari effettivi, potrebbero avvenire prove su missili in grado di trasportare tali armi. Questo passo ulteriore potrebbe aggravare le già delicate relazioni internazionali e destinare a una maggiore tensione nell’area.