Chi ha «vinto» fra Trump e Xi
La geopolitica, nonostante non sia una partita di calcio, suscita interrogativi anche tra gli osservatori più preparati: chi ha «vinto» tra Trump e Xi nel summit di Busan, Corea del Sud? Il recente accordo riguardante le terre rare offre a Xi Jinping una potenziale leva strategica, mentre la competizione si prevede lunga e complessa, destinata a protrarsi nei prossimi decenni con nuove leadership nelle due superpotenze, riporta Attuale.
Nel panorama politico interno degli Stati Uniti, Trump ha drasticamente ridotto il numero di rifugiati ammessi annualmente, fissando il tetto a soli 7.500. L’amministrazione ha dichiarato prioritaria l’accettazione di bianchi sudafricani, descritti come vittime di razzismo e persecuzioni. Un’altra notizia di risonanza mondiale ha coinvolto il fratello del re Carlo d’Inghilterra, Andrea, spogliato dei suoi titoli e sfrattato dalla sua abitazione di lusso, nonostante non avesse mai pagato l’affitto. Questo avviene in un contesto di scandali che hanno colpito l’ex principe, incluso il controverso caso Epstein.
Un pugno nello stomaco per le organizzazioni dei rifugiati, le quali hanno reagito con veemenza, visto che Trump ha solo ufficializzato pratiche già in atto. Già nell’anno del suo insediamento, aveva sospeso l’US Refugee Admissions Program (Usrap) limitando l’ammissione di rifugiati, ad eccezione dei sudafricani bianchi. Il presidente, a maggio, durante un incontro con Cyril Ramaphosa, il presidente sudafricano, lo aveva addirittura accusato di non proteggere i «farmers bianchi» dalla persecuzione. Pur avendo evocato immagini di violenze mai documentate, Ramaphosa si trovava in difficoltà, cercando di mantenere il rapporto con Trump.
Le divergenze di opinione sulle politiche di accoglienza rivelano profondi conflitti. Trump ha motivato il blocco affermando che è «per preoccupazioni umanitarie» nell’interesse nazionale, nonostante l’assenza di prove concrete a sostegno delle sue affermazioni.
In un contesto internazionale, la riduzione dell’accoglienza di rifugiati ha attirato le critiche di governi e attivisti, che vedono in questo un chiaro esempio di come la retorica politica possa coprire manovre classiste. L’atteggiamento di Trump si innesta su uno scenario mondiale di crescente precarietà per chi cerca asilo.