Il 21 ottobre, Agostino Ghiglia ha inviato una mail ai suoi uffici, annunciando un incontro con Arianna Meloni per il giorno seguente. Questa informazione è stata anticipata da Foschini su Repubblica, poco prima della messa in onda della trasmissione Report, che ha messo in evidenza la presenza di Ghiglia negli uffici di FdI, pochi giorni prima dell’annuncio della sanzione da parte dell’Authority per il programma Rai, a causa della pubblicazione di un audio compromettente tra l’ex ministro Gennaro Sangiuliano e sua moglie, Federica Corsini, riguardante il caso Boccia, riporta Attuale.
Le fasi, dall’auto blu al cambio posizione
Il 22 ottobre, Ghiglia ha visitato la sede del partito della premier Meloni a bordo di un’auto di servizio, nonostante precedentemente avesse indicato l’intenzione di limitarsi a un ammonimento. Il 23 ottobre, alle 10.30, l’Authority ha comminato una sanzione record di 150 mila euro, la più alta mai inflitta a un programma televisivo. Ghiglia, di fronte alle accuse formulate dalla squadra di Ranucci, ha cercato di chiarire: «Io sono stato nella sede del Garante per incontrare Italo Bocchino e parlargli del mio nuovo libro». Riguardo la sua visita con la sorella della presidente del Consiglio, Ghiglia ha precisato che si è trattato «solo di un saluto», durante il quale hanno scambiato «qualche parola sulle rispettive famiglie», evitando di discutere «di questioni d’ufficio fuori dall’ufficio».
I legami con i legali di Sangiuliano
Tuttavia, secondo Sigfrido Ranucci, la motivazione relativa all’incontro di Ghiglia suscita dubbi. Infatti, dopo quell’incontro, Ghiglia ha cambiato idea, passando dalla posizione avversata dalla vicepresidente dell’Autorità, Ginevra Cerrina Ferroni, che aveva spinto per la multa, mentre il presidente, professor Pasquale Stanzione, si era lasciato convincere. Contrario a questa linea si è dimostrato l’altro membro dell’Autorità, Guido Scorza. La situazione diventa ancora più complessa alla luce delle relazioni tra altri membri dell’Autorità e Sangiuliano. Stanzione ha forti legami con gli avvocati che assistono l’ex ministro della Cultura: infatti, accanto a Sangiuliano, al Mibac ha collaborato Salvatore Sica, stretto collaboratore di Stanzione nella scuola “della privacy” di Salerno. Salvatore è anche il fratello di Silverio, legale di Sangiuliano nella vicenda Boccia. Inoltre, Cerrina Ferroni, docente di Diritto costituzionale a Firenze, ha un rapporto di conoscenza con l’ex titolare del Mic, tanto che a gennaio ha presentato il libro di Sangiuliano.