Mauro Berruto torna ad allenare la nazionale palestinese: un gesto di speranza e riconciliazione
Roma, 8 novembre 2025 – Mauro Berruto riprende l’attività di allenatore, accettando l’incarico di ct della Palestina per alcuni giorni a fine novembre. L’ex ct dell’Italvolley maschile e attuale senatore del Pd si impegnerà a promuovere il valore dello sport come mezzo di pace e cooperazione, collaborando con il comitato olimpico e la federazione pallavolo palestinese, con cui è in contatto da anni, riporta Attuale.
Berruto, come nasce questa ‘convocazione’?
“Sono stato invitato dal comitato olimpico e dalla federazione pallavolo della Palestina, con i quali sono in contatto da anni. Non entravo in palestra da dieci anni, dopo aver allenato per venticinque. Dopo la medaglia di bronzo ai Giochi di Londra pensavo di non poter avere di più dallo sport, ma questo è qualcosa di completamente diverso. Perché la Palestina è un simbolo di fragilità nel quale portare un messaggio di pace e cooperazione ha un valore speciale. Sono tra quelli che sono ancora convinti delle potenzialità dello sport come linguaggio di riconciliazione.”
Che cosa farà di preciso?
“Per alcuni giorni condurrò alcuni allenamenti della nazionale, terrò corsi di formazione per allenatori e parteciperò ad incontri istituzionali. Con me ci saranno Ouidad Bakkali, Laura Boldrini, Sara Ferrari, Valentina Ghio e Andrea Orlando. Già allenare una nazionale è un privilegio, nel caso di quella palestinese è un vero atto di fiducia nel percorso verso la libertà, ora che ci sono spiragli. Allo sport io devo la possibilità di credere nel futuro, di pensare che un campo da gioco anche in un territorio devastato dalle bombe possa essere un campo di speranza.”
“Perché Hassan Zaiter, Ibrahim Qasi’a, Ahmed Al-Mufti e il coach non ci sono più, sono morti, i primi due nel campo profughi di Jabalia nel 2023, il terzo nel giugno scorso. Lavoreremo a Ramallah, in Cisgiordania. In Palestina vado da allenatore, quello che posso portare nella politica mi arriva tutto dal mondo dello sport, dalla consapevolezza che è politica fare bene le cose che sai fare. Vado in Cisgiordania da uomo che crede che lo sport possa svolgere un ruolo attivo nella società, che i simboli siano importanti per dare ispirazione e per incidere sulla realtà.”