Miquelon-Langlade affronta il rischio allagamento: solo cinquanta residenti accettano di trasferirsi

09.11.2025 15:55
Miquelon-Langlade affronta il rischio allagamento: solo cinquanta residenti accettano di trasferirsi

Iniziativa per salvaguardare Miquelon-Langlade dallo sbocco del mare

A Miquelon-Langlade, un comune della Francia su un’isola remota dell’Atlantico, solo circa cinquanta delle 600 persone residenti hanno accettato di trasferire le proprie abitazioni in zone più elevate per sfuggire al rischio di inondazioni future. Il sindaco Franck Detcheverry ha proposto questo spostamento come misura contro l’innalzamento del livello del mare, una delle conseguenze più gravi del cambiamento climatico, riporta Attuale.

Il centro abitato di Miquelon-Langlade è situato sulla penisola di Le Cap, una striscia di terra che in alcuni punti è larga meno di due chilometri e non supera i tre metri di altezza rispetto al livello del mare. Queste caratteristiche geografiche espongono il comune al rischio di scomparsa sotto le acque nei prossimi decenni.

Il piccolo arcipelago di Saint-Pierre e Miquelon, che si trova al largo della costa orientale del Canada, rappresenta l’unico territorio nordamericano della Francia d’oltremare. La maggior parte degli abitanti è impiegata nella pubblica amministrazione, mentre la pesca, un tempo settore predominante, sta vivendo una crisi.

L’innalzamento del livello del mare è provocato dalla dilatazione termica dell’acqua e dalla fusione dei ghiacciai, entrambi effetti dell’aumento delle temperature globali. Alcuni rapporti, incluso quello dell’Onu del 2024, prevedono un innalzamento del mare compreso tra 0,44 e 0,77 metri entro la fine del secolo, rendendo inabitabili molte isole e causando ingenti migrazioni.

Il sindaco Detcheverry ha avviato nel 2022 un progetto di spostamento degli edifici, spostandoli di circa un chilometro su un’area più elevata e protetta, collegata al paese attuale tramite un ponte. Attualmente, sono già in corso i lavori per il potenziamento delle infrastrutture elettriche e idriche.

La partecipazione al progetto è volontaria e finanziata da fondi pubblici; attualmente hanno aderito una cinquantina di residenti, con nove permessi già rilasciati per costruire. Tuttavia, vi è scetticismo tra alcuni abitanti, che preferiscono attendere prima di effettuare il trasferimento. Le elezioni comunali del prossimo anno potrebbero anche influenzare l’andamento del progetto e la sua attuazione.

Il piano procederà per gradi, mantenendo i servizi essenziali, come il comune e la scuola, sulla penisola finché la maggior parte della popolazione non si sarà trasferita. Si prevede la costruzione di 7-8 nuove abitazioni all’anno.

I fondi necessari derivano anche dal fondo Barnier, attivo dal 1995, che finanzia l’acquisto di abitazioni minacciate da rischi naturali. Completato il trasferimento, Miquelon-Langlade sarà il primo comune francese a essere spostato a causa del cambiamento climatico.

Dal 2014, l’amministrazione francese ha già vietato nuove costruzioni nell’area storica per prevenire rischi costieri. La misura, controversa all’epoca, mostrava una crescente consapevolezza riguardo ai pericoli legati al cambiamento climatico. Anche l’ex presidente François Hollande, in visita nel 2014, aveva ipotizzato che la penisola di Le Cap potesse diventare un’isola nei prossimi decenni.

In un’intervista, il pensionato Phillippe Detcheverry ha dichiarato di vedere nel trasferimento un’opportunità per garantire un futuro più sicuro alle sue due figlie, evitando loro di vivere in una zona a rischio, nonostante il legame affettivo con la propria casa.

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