Il ruolo crescente di Giuseppe Conte nella politica italiana
Il 13 maggio 2018, in una suite dell’hotel NH di Milano, si avviò un’importante fase della politica italiana. Dopo la rinuncia di Carlo Cottarelli a formare un nuovo governo, Matteo Salvini e Luigi Di Maio selezionarono tra vari candidati per l’esecutivo della Lega e dei 5 Stelle. I finalisti furono Giulio Sapelli, economista sostenuto dalla Lega, e Giuseppe Conte, professore di diritto privato a Firenze, segnalato dal M5s come potenziale ministro per la Pubblica amministrazione in caso di vittoria elettorale, riporta Attuale.
Sapelli, noto per il suo carattere difficile, non riuscì a convincere. Quando Di Maio richiese una sua visione, il professore rispose: “Legga i miei libri”. Conte, nel frattempo, attendeva osservando un partita di calcio tra Roma e Juventus. Alla fine, il secondo candidato fu scelto per il suo eloquio persuasivo. Tuttavia, il presidente Mattarella espresse le sue riserve, timoroso che un premier senza esperienza potesse diventare un burattino nelle mani di Di Maio e Salvini. Conte, successivamente, ricordò un colloquio disteso avvenuto al Palazzo Chigi.
Con il passare del tempo, la situazione politica si evolveva rapidamente. Salvini, dopo aver accettato il reddito di cittadinanza e vedendo Conte firmare i decreti Sicurezza, cadde nel tranello del Papeete a Milano Marittima. Questo portò Conte a formare un governo con il Pd, il suo acerrimo nemico, senza esitare.
Oggi, Conte sta diventando sempre più influente, come dimostra il suo recente incontro con Paolo Zampolli, amico di Trump e delegato per gli affari speciali del presidente americano. Riconosciuto come un politico di primo piano, Conte comprende l’importanza di mantenere buone relazioni con gli Stati Uniti. Questo è un concetto che ha guidato molti politici italiani, storicamente legati a Washington.
Conte ha recentemente anche incontrato Massimo D’Alema, scoprendo nuove alleanze. Sebbene il Pd, sotto la guida di Elly Schlein, affronti sfide interne, molte figure storiche come Pier Luigi Bersani rimangono influenti e criticano il governo attuale. La tensione interna tra le diverse fazioni del Pd mette in discussione la capacità di Schlein di mantenere una posizione forte e competitiva, mentre Conte si posiziona come una figura di fronte alle prossime elezioni.
La segretaria del Pd, Schlein, non ha intenzione di retrocedere. Essa guida il principale partito della sinistra, e la sua candidatura alla presidenza del Consiglio è supportata dal suo statuto. Le primarie, sebbene introdotte come un’innovazione, potrebbero rivelarsi un campo di battaglia cruciale, sia per Schlein che per Conte. Un esito sfavorevole per Schlein alle primarie rappresenterebbe un disastro per il partito, ma anche un cambio di leadership potrebbe avere ripercussioni significative.
Preparandosi alle prossime elezioni nel maggio 2027, il Campo largo si prepara a presentarsi unito, nonostante le differenze interne. Conte, mantenendo una posizione più equidistante dalla questione ucraina, dimostra una capacità di adattamento che potrebbe rivelarsi vincente. Gli avversari, già avvisati, dovranno giustificare le proprie posizioni rispetto alle critiche di Conte, Bersani e altri esponenti.