Nicole Minetti intraprende azioni legali contro il Fatto quotidiano per diffamazione

27.04.2026 20:55
Nicole Minetti intraprende azioni legali contro il Fatto quotidiano per diffamazione

Nicole Minetti, ex consigliera regionale lombarda, ha annunciato di voler intraprendere azioni legali contro il Fatto quotidiano per aver diffuso informazioni «prive di fondamento e gravemente lesive della mia reputazione personale e familiare». Minetti ha incaricato i suoi avvocati di «procedere con formale diffida nei confronti dei giornalisti e della testata dalla diffusione di ulteriori notizie false, diffamatorie e lesive», riporta Attuale.

Minetti chiede l’intervento delle autorità

Minetti ha inoltre dato mandato ai legali di intraprendere le opportune azioni legali nei confronti dei giornalisti e della testata coinvolta, evidenziando la necessità di un intervento dalle «competenti autorità» per garantire la massima trasparenza sulla vicenda e tutelare i dati sensibili e i suoi familiari. Il Quirinale ha già richiesto chiarimenti al ministero della Giustizia, che ha dichiarato di non aver riscontrato «elementi di connotazione negativa» riguardo a Minetti. La procura generale di Milano ha nel frattempo ricevuto l’autorizzazione per svolgere ulteriori accertamenti sulla questione.

Cosa aveva scritto il Fatto quotidiano su Nicole Minetti

I contenuti contestati sono stati pubblicati per la prima volta sabato 25 aprile. L’articolo iniziale, intitolato «Nicole Minetti gestiva il ranch con le squillo», faceva riferimento a presunti incontri a Maldonado, in Uruguay, presso la villa e lo yacht del compagno Giuseppe Cipriani, descrivendo «sere di sesso a pagamento, anche con la presenza di Epstein e Campbell». Secondo il quotidiano, Minetti avrebbe avuto un ruolo attivo nella selezione delle ragazze, degli abiti e dei parrucchieri.

Le ombre sull’adozione del bambino rimasto “solo”

Nel articolo pubblicato oggi, 27 aprile, il giornale ha nuovamente trattato la grazia «umanitaria» concessa da Quirinale a Minetti, legata alla questione di un bambino dato per abbandonato e bisognoso di cure. Secondo quanto riportato, i genitori biologici del bambino risultano ancora in vita, sebbene in condizioni di indigenza, sollevando interrogativi sulle reali necessità mediche del minore e sugli accertamenti effettuati prima della concessione del provvedimento. L’inchiesta menziona anche due episodi significativi: la scomparsa, nel febbraio 2026, della madre biologica del bambino e la morte dell’avvocata che la assisteva, ritrovata carbonizzata, nel contesto in cui Minetti aveva avviato una causa per ottenere l’affidamento del minore.

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