La guerra in Iran: scenari e prospettive secondo Charles Kupchan
Tre scenari emergono per comprendere come potrebbe concludersi la guerra in Iran: il campo di battaglia, le manovre diplomatiche e le possibilità di un accordo chiaro. Questa analisi è fornita da Charles Kupchan, ex consigliere di Barack Obama e docente di relazioni internazionali alla Georgetown University, che riporta Attuale.
Dopo il discorso di Donald Trump, molti si interrogano sugli sviluppi futuri del conflitto. Kupchan sottolinea che, sebbene l’intervento di Trump fosse atteso, non ha fornito risposte fondamentali, in particolare sulla durata del conflitto, definendolo un “no burger”.
Il consenso pubblico sull’attacco all’Iran è stato inizialmente basso e continua a diminuire, anche a causa dell’aumento dei prezzi del carburante. La guerra si svilupperà su tre fronti. Innanzitutto, la situazione sul campo: nonostante gli Stati Uniti e Israele abbiano colpito oltre mille obiettivi, la capacità di rappresaglia dell’Iran resta intatta. Sebbene il numero di missili e droni lanciati da Teheran sia diminuito, la possibilità di colpire obiettivi di alto valore è ancora presente, e sembra che l’Iran stia affinando la selezione dei target per i suoi attacchi, suggerendo una continuazione delle operazioni belliche da entrambi i lati.
Il secondo livello riguarda le manovre diplomatiche. Ci sono messaggi in scambio tra Teheran e Washington, ma non è chiaro se siano diretti o indiretti. Entrambe le parti mostrano interesse a trovare una via diplomatica per la risoluzione del conflitto.
Infine, la conclusione della guerra solleverà interrogativi su come gestire la ricostruzione e la stabilità della regione. Un eventuale cessate il fuoco o un accordo di pace potrebbero lasciare l’Iran nella posizione di minacciare la navigazione nello Stretto di Hormuz, un problema che preoccupa già la comunità internazionale.
La coalizione promossa dal Regno Unito potrebbe rappresentare una via d’uscita, ma solo se avviata dopo una risoluzione diplomatica del conflitto. Il controllo delle acque nello Stretto è complesso, con l’Iran capace di colpire le navi facilmente, rendendo difficile un intervento militare efficace.
Inoltre, le crescenti tensioni tra Trump e gli alleati europei complicano ulteriormente la situazione. Gli europei sembrano perdere la pazienza nei confronti delle minacce statunitensi, ma Kupchan non crede che gli Stati Uniti lasceranno la NATO, poiché la permanenza nell’Alleanza è comunque nell’interesse di Washington.