Beatrice Venezi si difende dopo il licenziamento dalla Fenice: «Ho subito bullismo, servono chiarimenti»

27.04.2026 20:16
Beatrice Venezi si difende dopo il licenziamento dalla Fenice: «Ho subito bullismo, servono chiarimenti»

Beatrice Venezi licenziata dal Teatro La Fenice, nuova polemica in corso

La direttrice d’orchestra Beatrice Venezi è stata rimossa dal suo incarico al Teatro La Fenice di Venezia, un fatto che ha generato un ampio dibattito e proteste tra i dipendenti. Venezi ha appreso della sua revoca attraverso notizie stampa, senza alcuna comunicazione diretta, come riportato dall’agenzia Ansa, e solo successivamente ha ricevuto una comunicazione formale dal sovrintendente Nicola Colabianchi. In una nota decisa, Venezi ha dichiarato: «Prendo atto della dichiarazione del sovrintendente Nicola Colabianchi e della decisione della Fondazione Teatro La Fenice, che andrà comunque chiarita nelle motivazioni e a cui si dovrà rispondere in modo opportuno». La questione rimane quindi aperta, riporta Attuale.

Le polemiche sull’intervista «strumentalizzata»

Il team di Venezi ha sottolineato che le sue dichiarazioni rilasciate al quotidiano argentino La Nacion il 23 aprile, avrebbero dovuto essere comprese nel contesto dell’intervista e non distorte. Venezi ha enfatizzato che non intendeva offendere nessuno, affermando: «Mai sono mancata e mai mancherò di rispetto ai lavoratori di nessun teatro, a differenza di quanto invece ho ricevuto dai lavoratori de La Fenice negli ultimi otto mesi, che mi hanno costantemente e sistematicamente diffamata, calunniata, offesa e bullizzata, sui social, giornali, tv, in Italia e in tutto il mondo, con l’intento dichiarato di danneggiare la mia immagine professionale e conseguentemente la mia carriera».

«Io ragazza di provincia che si è fatta da sola»

Venezi ha evidenziato come le sue esperienze siano state minate da un clima sfavorevole, affermando: «In Italia essere giovane è un handicap, e poi donna un aggravante. Il mio è il successo di una ragazza di provincia che si è fatta da sola. E questo non piace alla Casta».

Colabianchi alla Tgr Rai Veneto: «Mi è costato»

Il sovrintendente Colabianchi ha spiegato le ragioni alla base della decisione di rimuovere Venezi in un’intervista con Tgr Rai Veneto, ammettendo che non ci si aspettava una rottura di questo tipo. Ha aggiunto che le sue pubbliche dichiarazioni sono state ritenute «lesive della dignità dell’istituzione», e che non erano più tollerabili. Per quanto riguarda la successione, ha dichiarato che la nomina di un nuovo direttore musicale «non è obbligatoria» e non è urgente, mentre il dialogo con i sindacati è ancora in fase di gestione.

Giuli: «Atto insindacabile, nessun condizionamento del governo»

Dal punto di vista politico, è intervenuto il ministro della Cultura Alessandro Giuli, ribadendo che la decisione presa da Colabianchi era esclusivamente di competenza della governance del teatro. Il Ministero ha affermato, tramite una dichiarazione ufficiale, che si tratta di un «atto insindacabile, pur condiviso appieno dal Ministro, sul quale il Governo non avrebbe potuto avere e in generale non intende avere alcuna facoltà di condizionamento».

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