Erri De Luca escluso dal Salerno Letteratura dopo polemiche sulle sue dichiarazioni su Gaza

03.06.2026 16:15
Erri De Luca escluso dal Salerno Letteratura dopo polemiche sulle sue dichiarazioni su Gaza

Roma, 3 giugno 2026 – Nuova polemica nel mondo culturale italiano. Lo scrittore Erri De Luca non terrà più la prolusione inaugurale del Festival Salerno Letteratura, in programma dal 13 al 20 giugno. La decisione è stata influenzata da alcune dichiarazioni recenti di De Luca sul conflitto tra Israele e Hamas, in particolare riguardo all’uso del termine “genocidio” e sul significato del sionismo. “Non sono stato escluso dal Festival di Salerno, è il Festival che si è escluso da me”, ha commentato lo scrittore. De Luca ha scelto di non rilasciare ulteriori dichiarazioni, osservando che “pure questa alla fine è una dichiarazione”, riporta Attuale.

La decisione del festival

A rendere nota la vicenda è stato Il Mattino, che ha riportato le parole del condirettore artistico della manifestazione, Gennaro Carillo. Inizialmente, gli organizzatori avevano scelto Erri De Luca come autore della prolusione, considerandolo anche rappresentativo dello spirito e della linea culturale del festival.

Tuttavia, la direzione del festival ha successivamente deciso di riconsiderare questa scelta. Carillo ha sottolineato che la prolusione richiede una sostanziale condivisione di vedute tra chi la pronuncia e chi la commissiona, specie su temi divisivi dell’opinione pubblica.

Gli organizzatori hanno anche dichiarato di voler evitare possibili strumentalizzazioni e hanno respinto accuse di censura. De Luca, infatti, rimane invitato a partecipare a una diversa sezione del festival, ma ha preferito rinunciare del tutto.

Le parole di De Luca che hanno suscitato polemiche

Al centro della controversia ci sono alcune dichiarazioni rilasciate dallo scrittore in un’intervista recente, in cui ha discusso il sionismo, affermando che il termine viene spesso usato in modo improprio nel dibattito pubblico contemporaneo.

Secondo De Luca, il sionismo è storicamente legato al movimento politico che ha portato alla creazione dello Stato di Israele e non deve essere identificato automaticamente con le politiche dell’attuale governo israeliano. Questa distinzione ha generato reazioni contrastanti, soprattutto in un contesto in cui il conflitto nella Striscia di Gaza continua a sollevare forti tensioni politiche e culturali.

Particolarmente controversa è stata la sua posizione sul termine “genocidio“. Lo scrittore ha affermato: “Non uso questo termine per descrivere la distruzione di vite umane in un conflitto che si svolge in aree urbane. A Gaza, la popolazione civile è stata continuamente spostata, costretta a essere profuga. Un genocidio l’avrebbe lasciata sul posto. Oppure estendiamo la parola genocidio alle battaglie di Rakka, Mosul, Mariupol, Aleppo”.

Il confine sempre più difficile tra cultura e politica

Questa vicenda riporta alla luce una questione cruciale che ha attraversato diversi festival, università e istituzioni culturali in Europa e negli Stati Uniti negli ultimi mesi: fino a che punto le opinioni di un autore possono influenzare la sua partecipazione a un evento pubblico?

Da un lato, ci sono coloro che considerano la scelta del Festival Salerno Letteratura come una legittima presa di posizione di un’organizzazione che intende definire chiaramente la propria identità culturale. Dall’altro, ci sono criticità sulla libertà di discussione e sul pluralismo delle idee.

In un clima sempre più polarizzato, la questione attorno a Erri De Luca sembra destinata ad estendersi oltre il singolo festival. Questo caso dimostra infatti come il conflitto mediorientale continui a influenzare il mondo della cultura, trasformando scrittori, artisti e intellettuali in protagonisti di un dibattito che travalica i confini della letteratura e coinvolge direttamente le dinamiche pubbliche contemporanee.

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