Bari, 13 giugno 2026 – La petizione per rivalutare la partecipazione dello scrittore israeliano Eshkol Nevo al festival Il Libro Possibile, in programma a luglio a Polignano e a Vieste, ha raccolto anche la firma dell’arcivescovo della diocesi di Manfredonia Vieste San Giovanni Rotondo, monsignor Franco Moscone. I promotori sostengono che Nevo “non ha espresso una chiara e pubblica presa di distanza dalle politiche del governo israeliano, dalla devastazione di Gaza e dall’espansione del conflitto nell’intero Medio Oriente”, riporta Attuale.
Le parole del vescovo
Monsignor Moscone ha dichiarato: “Conosco persone di religione ebraica che dicono parole chiare sulla situazione attuale del governo di Israele, che va avanti da anni e anni ma che si è acuita dopo il 7 ottobre del 2023, e che sta assumendo comportamenti che nulla hanno a che vedere con il diritto nazionale ed internazionale. La questione non riguarda Nevo in quanto israeliano, ma non ha avuto il coraggio di portare un contributo di critica e chiarezza.” Ha continuato, affermando che “sono state escluse per molto meno altre persone e anche nazioni intere”. L’arcivescovo ha sottolineato che “la situazione attuale in Israele non è più sostenibile” e ha esortato gli intellettuali a dire le cose come stanno.
Padre Moscone ha ribadito di “essere assolutamente d’accordo con la manifestazione di Polignano e Vieste, l’ho sempre tanto apprezzata. L’appello è all’intellettuale in sé e alla funzione che dovrebbero avere tutti gli intellettuali del mondo nel contrastare ogni tipo di regime”.
Gad Lerner: “Ma siete impazziti?”
Contrariamente, il giornalista Gad Lerner ha espresso la sua indignazione sull’idea di escludere Nevo dal festival. “Escludere dal Festival del Libro Possibile di Polignano a mare e Vieste lo scrittore israeliano Eshkol Nevo, come richiesto in una dissennata petizione? Ma siete impazziti? Non vi vergognate? Sapete leggere? Volete la pace o la guerra?”, ha scritto sul suo profilo Instagram.
Chi c’è tra i firmatari della petizione
Tra i firmatari, oltre all’arcivescovo, figurano la vicesindaca di Bari, Giovanna Jacovone, il neo sindaco di Molfetta, Manuel Minervini, professionisti, intellettuali e attivisti. “La richiesta nasce dal dolore, dallo sgomento e dall’indignazione per quanto il governo e l’esercito israeliani stanno compiendo a Gaza e nei Territori palestinesi occupati“, spiegano i promotori. “Riteniamo che il mondo della cultura non possa comportarsi come se nulla stesse accadendo. Gli intellettuali hanno una responsabilità particolare nei momenti più tragici della storia”.
Concludono affermando che se il tema del Libro Possibile è ‘Discorso all’umanità’, allora la prima domanda deve riguardare dove si trovi l’umanità davanti alla crisi attuale in Gaza e le sofferenze della popolazione civile.
Lo scrittore a Bologna
Nel frattempo, Eshkol Nevo ha espresso la sua opinione dal palco di ‘Repubblica delle Idee’ a Bologna. “Non solo provo vergogna, ma Ben-Gvir non rappresenta né me né i valori del mio Paese né l’ebraismo,” ha affermato, denunciando i comportamenti del ministro della sicurezza israeliana. “C’è una generazione che ha perso la speranza”, ha aggiunto, esprimendo tre desideri: il primo è la ricerca della pace, il secondo un cambio di leadership in Israele, e il terzo è che le sue figlie possano ritrovare la speranza.