Una poesia di una detenuta di Lecce vince il Premio Afrodite 2026

19.08.2026 17:35
Una poesia di una detenuta di Lecce vince il Premio Afrodite 2026

Premio Afrodite 2026: la poesia di una detenuta conquista la giuria

Lecce – Il poema “Ave Maria piena di rabbia”, scritto da una detenuta della Casa Circondariale di Lecce, ha vinto il Premio Afrodite nella sua quinta edizione. Il riconoscimento è stato consegnato nella suggestiva cornice di Santa Caterina di Nardò, evidenziando il potere della poesia di travalicare ogni barriera, restituendo dignità e speranza a chi vive in condizioni di isolamento, riporta Attuale.

La poesia si distingue per il suo forte messaggio umano, capace di interrogare la coscienza collettiva. A ritirare il premio per conto della detenuta è stata Maria Mancarella, Garante dei Diritti delle persone private di libertà personale. “Ave Maria piena di rabbia”, ha dichiarato Mancarella, “dimostra come, anche nei luoghi della privazione della libertà, possano nascere parole dalla straordinaria forza evocativa. Ringrazio le volontarie che testimoniano il valore della cultura come strumento di inclusione e speranza in un contesto come quello carcerario, dove la popolazione detenuta supera le 1500 unità a fronte di una capienza regolare di 780 posti”.

Il poema vincitore non è solo un riconoscimento letterario, ma rappresenta anche un significativo percorso di redenzione. Durante la cerimonia di premiazione, Mariacristina Libetta, assessora all’Ambiente e all’Istruzione di Nardò, ha sottolineato che “la giuria ha premiato non solo la qualità poetica del testo, ma anche il riscatto umano che essa rappresenta”.

Il secondo premio è stato assegnato a Pina Petracca, di Surano, per la poesia “Dio aveva i piedi di mio padre”, mentre il terzo premio è andato a Francesco Ricco, di Lecce, per “Nel silenzio fragile”. Le opere vincitrici saranno incise su ceramica e installate sul lungomare di Santa Caterina di Nardò, offrendo un ulteriore tributo alla creatività e al talento che emergono anche dalle situazioni più difficili.

La cerimonia, svoltasi nel suggestivo scenario dell’area Darsena di Santa Caterina, ha incluso un percorso artistico che ha unito parola e musica, esaltando le letture interpretate dall’attore Dario Marangio e gli interventi musicali del violinista Domenico Zezza.

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