Controversia sul Garante della Privacy: le opposizioni invocano le dimissioni, Meloni si distacca

11.11.2025 22:45
Controversia sul Garante della Privacy: le opposizioni invocano le dimissioni, Meloni si distacca

Il presidente del Garante della Privacy, Pasquale Stanzione, ha escluso categoricamente le dimissioni del collegio dell’authority, nonostante le pressioni da parte di Pd e M5S per lo scioglimento. La premier Giorgia Meloni ha affermato che «la decisione spetta a loro», chiarendo che qualsiasi azzeramento non compete al governo. Stanzione ha ribadito «Il collegio non si dimette», in un’intervista rilasciata al Tg1, in risposta alle preoccupazioni sollevate da alcune puntate del programma Report di Sigfrido Ranucci, riporta Attuale.

Il caso Report-Agostino Ghiglia

La controversia si è intensificata dopo una multa inflitta dalla Garante della Privacy alla Rai riguardo a un episodio di Report che includeva un audio relativo al caso Boccia-Sangiuliano, contenente comunicazioni private tra l’ex ministro della Cultura e sua moglie. Secondo l’authority, tale contenuto non avrebbe dovuto essere trasmesso. Successivamente, Report ha mostrato un video in cui Agostino Ghiglia, membro del Garante, entra nella sede di Fratelli d’Italia, il giorno prima di votare sulla sanzione. In quell’incontro, Ghiglia avrebbe ricevuto pressioni da Arianna Meloni, sorella della premier.

Un altro episodio controverso ha visto il Garante contestare la gestione di una sanzione a Meta, riguardo a violazioni della privacy legate agli smart glasses. Secondo Report, la multa sarebbe stata ridotta di diversi milioni di euro dopo un incontro tra Ghiglia e il responsabile delle relazioni istituzionali di Meta, Angelo Mazzetti, prima del voto, ma il Garante ha definito queste affermazioni «destituite di ogni fondamento».

Le critiche dell’opposizione

Di fronte a questi eventi, la segretaria del Pd, Elly Schlein, ha chiesto un forte segnale di discontinuità dal Garante: «Le inchieste di Report hanno rivelato un sistema gestionale opaco», ha affermato. Il presidente del M5S, Giuseppe Conte, ha polemicamente chiesto se Ghiglia «rappresenta il Garante della Privacy o solo il Garante delle sorelle Meloni». Anche Angelo Bonelli di Avs ha richiesto le dimissioni, sottolineando la necessità di un’authority «indipendente, credibile, inattaccabile».

La posizione della premier Meloni

La premier Giorgia Meloni ha chiarito che l’authority è eletta dal Parlamento e che le dimissioni non sono richiesta dal governo. Ha inoltre evidenziato che questo Garante è stato eletto durante il governo giallorosso e che pertanto non è corretto affermare che sia soggetto a pressioni del governo attuale. «Dire che sia pressato dal governo di centrodestra mi sembra ridicolo», ha dichiarato Meloni, suggerendo che i partiti ora all’opposizione avrebbero dovuto scegliere meglio i propri rappresentanti.

Che cos’è e cosa fa il Garante della Privacy

Il Garante per la protezione dei dati personali è un’autorità amministrativa indipendente con il compito di garantire il rispetto delle normative sul trattamento dei dati personali. Nonostante il termine “Garante” sia al singolare, l’authority è composta da un organo collegiale di quattro persone nominate dal Parlamento e rimane in carica per sette anni. Storicamente, molti dirigenti dell’authority provengono dai partiti che li nominano, configurandosi come persone di fiducia.

Chi sono i componenti attuali del Garante della Privacy

Gli attuali membri del Garante sono stati nominati nel 2020, durante il secondo governo di Giuseppe Conte, con la partecipazione di M5S, PD, Liberi e Uguali e Italia Viva. La distribuzione dei posti ha visto il presidente Pasquale Stanzione come espressione del PD, la vicepresidente Ginevra Cerrina Feroni proveniente dalla Lega, Agostino Ghiglia ex Alleanza Nazionale ora in Fratelli d’Italia, e Guido Scorza del M5S.

Crediti foto: ANSA/FABIO FRUSTACI

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