Designazione del “Cartel de los Soles” da parte degli Stati Uniti come organizzazione terroristica
Lunedì, gli Stati Uniti hanno designato come “organizzazione terroristica straniera” il “Cartel de los Soles”, un’organizzazione venezuelana accusata di narcotraffico e diretta dal presidente Nicolás Maduro, già oggetto di una taglia per il suo arresto che è stata recentemente aumentata a 50 milioni di dollari, riporta Attuale. Il segretario di Stato Marco Rubio ha definito il Cartel de los Soles “una delle più grandi organizzazioni criminali dell’emisfero occidentale”.
Tuttavia, molti esperti esprimono scetticismo sull’effettiva esistenza di un’entità coesa denominata Cartel de los Soles, ritenendo invece che l’enfasi sull’organizzazione possa essere una strategia per esercitare pressione sul regime di Maduro, ignorando i veri problemi di corruzione e narcotraffico in Venezuela.
I primi riferimenti ufficiali al Cartel de los Soles risalgono agli anni Novanta, ma il termine iniziò a diffondersi ampiamente solo negli anni Duemila. Esso si riferisce generalmente al fatto che molti membri dell’élite venezuelana, in particolare gli ufficiali militari, si arricchiscono tramite il narcotraffico. Il nome deriva dalle mostrine a forma di sole indossate da ufficiali della Guardia Nacional Bolivariana.
Le evidenze riguardo al coinvolgimento di settori dell’esercito nel traffico di droga sono abbondanti: molti ufficiali, specialmente dall’inizio degli anni Duemila, hanno rivolto le loro attenzioni verso traffici illeciti per compensare la crescente crisi economica del Paese. Durante l’era di Hugo Chávez, predecessore di Maduro, il regime ha saputo isolarsi a livello internazionale, spingendo molti militari a cercare fonti di guadagno nel crimine organizzato. Inoltre, i legami con gruppi di narcotraffico colombiani, come le FARC, si sono intensificati nei momenti di bisogno economico e politico.
Inizialmente, i militari offrivano protezione ai trafficanti in cambio di denaro, ma col tempo hanno iniziato a essere loro stessi coinvolti nel traffico di sostanze stupefacenti, sfruttando le infrastrutture statali.
Con il regime isolato e sempre più diffidente, i comportamenti illegali sono stati incentivati anziché repressi. Gli ufficiali, più si compromettevano con il narcotraffico, più rischiavano con la possibile caduta del governo. Al tempo stesso, la sofferenza economica ha reso il narcotraffico un modo per mantenere i militari soddisfatti, nonostante stipendi inadeguati.
Numerosi ufficiali venezuelani sono stati arrestati all’estero per narcotraffico, e alcuni, come Hugo Carvajal, ex capo dei servizi segreti, sono stati estradati negli Stati Uniti e condannati per vari crimini, incluso il traffico di droga.
Ricerche stimano che il 24% della cocaína mondiale transiti attraverso il Venezuela, mentre le forze armate sono anche coinvolte in attività illegali come il traffico di carburante e l’estrazione mineraria illegale.
Tuttavia, la questione se i vari settori dell’esercito operino in modo coordinato per formare un cartello omogeneo rimane controversa. A differenza dei cartelli messicani o colombiani, che possiedono una gerarchia e operazioni centralizzate, il presunto Cartel de los Soles appare più come un insieme di entità indipendenti che traggono profitto dal narcotraffico. Secondo Phil Gunson, analista del Crisis Group, non si hanno prove concrete dell’esistenza di una simile organizzazione.
InSight Crime definisce vari settori delle forze armate come gruppi che operano nel traffico di droga, ma senza un’effettiva coordinazione tra di loro. Agli occhi di alcuni analisti, il Cartel de los Soles rappresenterebbe un fenomeno atipico nel panorama del narcotraffico.
Infine, la figura di Maduro come capo di un progetto criminale solido è fonte di dibattito: sebbene sia sicuro che egli benefici dei traffici dei propri sottoposti, ciò non implica necessariamente che guidi un’organizzazione strutturata centralmente.