Orbán al Cremlino: una visita per garantire le forniture energetiche e mediare la pace in Ucraina
Il premier ungherese Viktor Orbán ha incontrato ieri Vladimir Putin al Cremlino per quasi quattro ore, con l’intento di “garantirsi petrolio e gas russi” e per rilanciarsi come mediatore per la pace in Ucraina, riporta Attuale.
Durante il colloquio, Orbán ha affermato che il fulcro della sua missione era il “mantenimento dell’accesso del suo Paese al petrolio e al gas russi”. L’Ungheria è uno dei pochi membri dell’Unione Europea a continuare a importare grandi quantità di combustibili fossili dalla Russia, opponendosi alle direttive europee che mirano a ridurre questa dipendenza.
La visita di Orbán si pone in aperto contrasto con la decisione dell’Unione Europea di interrompere, a partire dal 2027, tutte le importazioni di gas russo. Orbán ha sottolineato: “Recentemente ci siamo recati a Washington per ottenere l’esenzione dell’Ungheria dalle sanzioni americane sull’energia russa: ci siamo riusciti. Ora dobbiamo garantire che le forniture all’Ungheria continuino senza interruzioni”.
Inoltre, il premier ungherese ha ribadito il suo ruolo di mediatore, proponendo un vertice di pace a Budapest: “Vogliamo la pace e siamo pronti ad ospitare i colloqui che possono avvicinarci a essa”, ha dichiarato su X. La proposta ha trovato accoglienza presso Putin, che ha notato come l’idea sia stata originariamente formulata da Washington.
La visita di Orbán ha sollevato forti critiche tra gli alleati dell’UE. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha commentato che Orbán si è presentato al Cremlino “senza un mandato europeo”, sottolineando che questo tipo di azione è in linea con il distacco del premier ungherese dai paradigmi comuni europei. Merz ha espresso dubbi sulla capacità di Orbán di contribuire a fermare il conflitto in Ucraina, evidenziando che le sue precedenti proposte non hanno ottenuto risultati significativi.