Rabbia e polemiche dopo l’attacco alla sede de La Stampa
Torino, 30 novembre 2025 – “Nessuno ha il diritto di usare violenza, di manifestare le proprie idee con violenza. Non condannare queste cose innesca meccanismi che poi nessuno controlla, e il cancro della violenza si diffonde”. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, risponde fermamente alle dichiarazioni della relatrice Onu, Francesca Albanese, che ha definito l’attacco dei pro Pal alla sede del quotidiano La Stampa “un monito per i giornalisti”, riporta Attuale.
Durante il corteo, una foto del ministro è stata bruciata, un gesto che ha ulteriormente alimentato la frustrazione di Crosetto: “Sono abituato a manifesti di insulti e anche alla poca solidarietà. La solidarietà alla persona offesa non la si dà per la persona ma per dire che quel gesto è sbagliato. Se devi spiegare queste cose, vuol dire che non siamo ancora una democrazia matura”. La reazione a questo episodio ha innescato una feroce polemica sul significato della libertà di espressione in Italia.
Il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri, ha chiesto un intervento giudiziario contro il centro sociale da cui provengono molti degli antagonisti responsabili dell’assalto alla redazione: “Askatasuna è un problema noto e annoso. Un centro sociale che semina violenza”. Questa posizione riflette una crescente inquietudine riguardo alla sicurezza e all’ordine pubblico in Italia.
La controversia ha suscitato anche la ferma reazione del vicepremier e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, che in un intervento a Roma ha dichiarato: “È una vergogna inaccettabile quello che è stato detto. Non mi faccio dare lezioni da squadristi. Sennò ritorniamo a Matteotti, dicendo ‘hanno sbagliato, però hanno dato una lezione all’opposizione’.” Il ministro degli Esteri ha aggiunto che il centro sociale Askatasuna deve essere chiuso, etichettandolo come una fonte costante di aggressione e violenza.
Tuttavia, un punto di vista differente è stato fornito da Alessandra Algostino, docente di diritto costituzionale all’Università di Torino, che ha invitato a mantenere la discussione su un piano giuridico. Algostino ha affermato che, sebbene l’attacco a La Stampa sia inqualificabile, “l’accostamento fra violenza e il progetto ‘bene comune’ che coinvolge il comune è strumentale”, sottolineando che le responsabilità sono individuali e non collettive.
Nel frattempo, a Bologna, la Lega sta preparando un ordine del giorno per ritirare la cittadinanza onoraria alla relatrice Onu. Questa cittadinanza, conferita meno di due mesi fa, aveva già suscitato polemiche nel centrodestra, con il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, che l’aveva definita “una vergogna”. Anche in quel caso, le affermazioni di Albanese riguardo agli ostaggi israeliani avevano sollevato aspre critiche.