Zelensky pronto a indire elezioni dopo le recenti affermazioni di Trump
Martedì, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato la sua disponibilità a indire elezioni, in risposta alle dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, il quale ha accusato la leadership ucraina di sfruttare la guerra per evitare il voto. Zelensky ha dichiarato che le elezioni potrebbero svolgersi nei prossimi 90 giorni, a condizione che Stati Uniti ed Europa forniscano garanzie di sicurezza necessarie, che finora sono state il principale ostacolo al loro svolgimento, riporta Attuale.
In Ucraina non si tengono elezioni dal febbraio 2022, dall’inizio dell’invasione russa e l’instaurazione della legge marziale, che vieta esplicitamente, in base alla Costituzione, lo svolgimento di elezioni. Il mandato di Zelensky sarebbe dovuto scadere a maggio 2024, ma le elezioni per il rinnovo della sua carica e altre posizioni politiche sono state postpone.
Questa prolungata sospensiva non si limita a garantire una continuità dirigenziale nel contesto di un conflitto in corso, ma sorgono anche questioni pratiche. Gli elettori nelle zone di combattimento o sotto occupazione russa sarebbero esclusi dal processo elettorale. Inoltre, non esiste un sistema di voto per corrispondenza che possa garantire il diritto di voto ai soldati e a coloro che sono stati sfollati. Il registro nazionale degli elettori è stato aggiornato solo prima dell’inizio del conflitto, creando ulteriori complicazioni. Infine, si prospetta che i seggi elettorali possano diventare obiettivi di attacchi militari.
Di fronte a tali difficoltà, Zelensky ha incaricato un gruppo di legislatori di rivedere la legge elettorale, in modo da permettere il voto anche durante la legge marziale, ma ancora non è stata definita una procedura chiara per attuare ciò.
Non è la prima volta che Trump esprime simili accuse nei confronti di Zelensky. In febbraio 2025, lo definì un “dittatore senza elezioni”, nel tentativo di minare la sua legittimità durante i negoziati con la Russia, un’affermazione che appariva in linea con la propaganda del regime di Vladimir Putin, attualmente al potere con elezioni ritenute non democratiche da osservatori internazionali.
Attualmente, è possibile che Trump abbia riattivato questo tema per motivi strategici; una nuova fase di negoziati per la pace si sta svolgendo da due settimane, e Trump aveva auspicato che la guerra si concludesse rapidamente con concessioni da parte dell’Ucraina, che avrebbe dovuto accettare condizioni estremamente favorevoli per la Russia. Tuttavia, il governo ucraino, sostenuto da alcuni paesi europei, ha recentemente proposto piani alternativi, rallentando il processo di negoziazione, un approccio ritenuto da Trump come un ostacolo al raggiungimento di un accordo.