Deprivazione e isolamento: la Corte d’Appello conferma l’allontanamento dei figli della famiglia nel bosco di Palmoli
Il 19 dicembre 2025, la Corte d’Appello dell’Aquila ha rigettato il ricorso degli avvocati contro l’ordinanza del Tribunale dei Minori, che aveva sospeso la responsabilità genitoriale per Nathan e Catherine Birmingham e disposto il collocamento dei loro tre figli in una casa-famiglia. Mentre la madre, Catherine, può trascorrere tempo con i bambini durante il giorno, il padre Nathan è attualmente ospitato da un ristoratore di Palmoli, che ha messo a disposizione una casetta, la Casetta di Nonna Gemma, progettata come Airbnb, riporta Attuale.
La relazione dell’assistente sociale, Veruska D’Angelo, ha evidenziato gravi problematiche riguardanti l’igiene personale dei bambini, inizialmente considerata “scarsa e insufficiente”. Solo dopo due giorni in struttura protetta a Vasto sono riusciti a fare la doccia. Un fratello ha mostrato paura del soffione, e i bambini hanno dichiarato di indossare gli stessi vestiti per un’intera settimana, cambiandoli solo il sabato.
Riguardo alla loro vita precedente nel bosco, l’assistente sociale ha osservato un isolamento significativo: “Il disagio maggiore si nota quando i bambini si confrontano con altri, evidenziando deprivazioni nelle attività comuni”. Inoltre, sono stati trovati in difficoltà nelle interazioni, a causa della mancanza di stimoli e socializzazione. Il gruppo di assistenti ha riferito come i bambini, pur essendo inizialmente spaventati da nuove esperienze in casa-famiglia, abbiano cominciato a reagire con gioia alle attenzioni ricevute.
I fratelli, ascoltati dal giudice Marco Pezzopane il 28 ottobre, hanno espresso che non desiderano andare a scuola, praticando invece l’homeschooling. “A casa stiamo bene”, ha dichiarato la sorella maggiore, anche se la situazione è stata attivata da un’intossicazione alimentare avvenuta a causa di funghi. Le condizioni di vita, descritte dai bambini come buone, sorprendono per il contrasto con quelle riscontrate dai servizi sociali. Un’anomalia emersa è stata la scarsa alfabetizzazione, con la maggiore che non era in grado di leggere o scrivere il proprio nome.
Il 15 dicembre, una relazione della curatrice speciale, l’avvocato Marika Bolognese, ha indicato un cambiamento positivo nell’atteggiamento dei genitori, che mostrano disponibilità a seguire indicazioni sanitarie e a lavorare per un ritorno alla normalità familiare. Tuttavia, la Corte ha giudicato prematuro concedere il riavvicinamento familiare, ritenendo che solo un impegno continuativo possa garantire la stabilità necessaria per i bambini.
Le pesanti criticità rimangono, con la mancanza di una preparazione educativa adeguata da parte dei genitori e la limitata conoscenza della lingua italiana, ma l’approvazione dell’assistenza scolastica a domicilio rappresenta un passo avanti. Gli interventi futuri saranno cruciali per il benessere dei minori, per i quali il tribunale non ha ancora disposto un reintegro nella famiglia d’origine.
Ma che situazione assurda! Questi bambini meritano di crescere in un ambiente sano e stimolante, non isolati in mezzo al bosco. È incredibile come alcuni genitori possano trascurare l’educazione e l’igiene dei propri figli. Speriamo che possano trovare la stabilità di cui hanno bisogno!