Polverone nella destra trumpiana dopo la convention di Turning Point USA a Phoenix

22.12.2025 10:05
Polverone nella destra trumpiana dopo la convention di Turning Point USA a Phoenix

Rottura all’interno della destra trumpiana durante la convention di Turning Point USA

Domenica a Phoenix, in Arizona, si è conclusa l’annuale convention di Turning Point USA, con la presenza di figure divisive nel panorama politico statunitense, creando una tensione palpabile tra gli intervenuti. Questa edizione segna la prima senza Charlie Kirk, ucciso lo scorso settembre durante un evento pubblico in Utah, e la prima dall’inizio del secondo mandato di Donald Trump. L’atmosfera è stata tutt’altro che celebrativa, riporta Attuale.

Nei tre giorni di incontri, la convention è stata caratterizzata da aspre polemiche e divergenze tra alcuni dei principali oratori. La presidente di Turning Point USA, Erika Kirk, vedova di Charlie, ha implicitamente riconosciuto le tensioni, paragonando l’evento a una cena di famiglia durante il Ringraziamento, dove si cercano di risolvere vecchi rancori.

Già nella giornata inaugurale, il noto giornalista conservatore Ben Shapiro ha attaccato figure di spicco nella destra trumpiana, accusandole di diffondere teorie complottiste riguardanti Israele. Diverse personalità radicali della destra statunitense si sono dissociate da Trump per il suo avvicinamento al governo di Benjamin Netanyahu, ritenendo che il presidente si stia lasciando manipolare da forze esterne.

Shapiro ha descritto la presenza di «ciarlatani» nella destra, lamentando pratiche di disonestà intellettuale. Ha citato esplicitamente Tucker Carlson per la sua «bassezza morale», e Candace Owens, accusandola di promuovere teorie complottiste, addirittura riguardo alla morte di Kirk. Ha punzecchiato anche Megyn Kelly, definendola «codarda» per aver dato spazio a Owens.

Dopo il discorso di Shapiro, Carlson ha risposto dicendo di aver riso durante il suo intervento, e Kelly ha annunciato la fine della sua amicizia con lui. Owens ha reagito in una puntata del suo podcast, descrivendo Shapiro come un «miserabile folletto».

Steve Bannon, ex consigliere di Trump, ha usato terminologie dure, definendo Shapiro «un tumore» all’interno del movimento. Ciò riflette le tensioni su ciò che deve rappresentare la destra trumpiana: per Shapiro, un’ideologia più classicamente conservatrice; per Bannon e i suoi sostenitori, un’identità nazionalista e fortemente caratterizzata.

La convention ha visto anche la partecipazione di Vivek Ramaswamy, imprenditore e candidato governatore dell’Ohio, che ha sostenuto la necessità di non permettere che la destra venga monopolizzata da visioni limitate della «tradizione americana».

L’evento si è concluso con un discorso del vicepresidente J.D. Vance, che ha predicato un messaggio apprezzato dalla fazione di Bannon, affermando che negli Stati Uniti non è più necessario scusarsi per l’identità bianca e ribadendo il cristianesimo come lingua morale dell’America.

In un’intervista recente, Erika Kirk ha ricevuto il sostegno dell’industria musicale quando l’artista Nicki Minaj l’ha chiamata «un assassino», avvalorando teorie complottiste secondo cui Charlie Kirk sarebbe stato assassinato a causa di intrighi politici interni, aggiungendo ulteriore carburante al fuoco della discordia all’interno della destra americana.

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