La demolizione del cinema Ariana di Kabul: un simbolo culturale scompare
La scorsa settimana, a Kabul, è iniziata la demolizione dell’Ariana, un cinema storico risalente agli anni Sessanta, un tempo simbolo dell’antico fervore culturale della capitale afgana. Questo evento segna un ulteriore passo indietro nella libertà culturale che i residenti hanno visto erosa dal ritorno al potere dei talebani, riporta Attuale.
Il terreno su cui sorge l’Ariana è di proprietà del comune, che prevede di costruire al suo posto un centro commerciale comprensivo di centinaia di negozi, ristoranti e un hotel, oltre a una moschea. L’obiettivo dell’amministrazione è quello di reperire fondi necessari; un funzionario ha affermato al New York Times che il comune beneficerà del 45% dei profitti generati dal nuovo progetto.
L’Ariana è stata aperta per la prima volta nel 1963, un periodo caratterizzato da un significativo progresso sociale e culturale. All’epoca, l’Afghanistan era una monarchia costituzionale: le donne lavoravano e frequentavano l’università, e il paese era una meta ambita per i turisti, in particolare per i giovani della controcultura hippie. Kabul era spesso definita la “Parigi dell’Asia centrale” per la sua bellezza e vitalità. Durante i suoi anni d’oro, l’Ariana proiettava film di Bollywood e pellicole iraniane di grande successo, attirando un vasto pubblico.
Il cinema fu chiuso per la prima volta negli anni Novanta, quando i talebani presero il potere a seguito della guerra civile, che danneggiò gravemente l’edificio. Durante il loro primo regime, tra il 1996 e il 2001, i talebani adottarono un’interpretazione severa della sharia, introducendo divieti che comprendevano forme di intrattenimento come la musica e i film. L’Ariana riaprì soltanto nel 2001, durante l’occupazione statunitense, e nel 2004 subì lavori di ristrutturazione finanziati dal governo francese, tornando a funzionare con una direttrice donna, Asita Ferdous.
Mohammad Naeem Jabarkhel, proprietario di un forno vicino al cinema, ha raccontato che l’Ariana, quando riaprì, richiamava ancora entusiasmo nonostante i problemi tecnici che frequentemente interrompevano le proiezioni. Sebbene il prezzo dei biglietti fosse elevato, molte persone risparmiavano per poter andare al cinema: “All’epoca il prezzo del biglietto equivaleva a sei o otto pezzi di pane, e quindi non avrei dovuto spendere quei soldi per andare al cinema. Ma nel mio cuore c’era l’interesse e il desiderio di farlo,” ha dichiarato Jabarkhel.
Nell’agosto 2021, gli Stati Uniti si ritirarono da Kabul, portando nuovamente i talebani al potere. Inizialmente, il regime sembrava aperto a una certa liberalizzazione, e il cinema Ariana rimase operante, anche se alla direttrice e ad altre lavoratrici fu vietato accedervi. Tuttavia, la situazione si deteriorò rapidamente: i talebani ripristinarono misure draconiane, in particolare nei confronti delle donne, escludendole dalla vita sociale e politica e imponendo restrizioni severe. Anche i cinema furono nuovamente vietati, e l’Ariana, come gli altri cinema del paese, chiuse definitivamente.
Secondo le autorità municipali, la demolizione dell’Ariana non rappresenta una grande perdita. “Anche quando era funzionante, era un’attività commerciale perché vendeva biglietti,” ha affermato un funzionario.