Il ritorno degli sfollati nel Sud del Libano e la «linea gialla» imposta da Israele

18.04.2026 12:55
Il ritorno degli sfollati nel Sud del Libano e la «linea gialla» imposta da Israele

Ondata di ritorni in Libano dopo il cessate il fuoco con Israele

La fine delle ostilità tra Israele e Hezbollah ha innescato il ritorno di migliaia di persone nel Sud del Libano e nella zona di Beirut, dopo mesi di sfollamento a causa del conflitto. Tra il traffico intenso di veicoli, i residenti si affrettano a tornare verso le loro case, con l’Onu a monitorare la situazione. L’ultima ondata di combattimenti ha causato oltre 2.100 morti e più di un milione di sfollati, con famiglie che tentano di ritrovare la propria normalità, riporta Attuale.

Alle strade principali, la situazione è precaria. Al ponte di Qasmiye, i soldati sono al lavoro per riparare i danni causati dai bombardamenti israeliani, cercando di riempire i crateri. Nonostante il passaggio parziale, i cittadini cercano di tornare indietro. Ali, un giovane bloccato nel traffico, esprime la sua paura, dicendo: “Non so se la casa è distrutta o è stata vandalizzata dagli israeliani. Ho paura che la guerra riprenda”.

Molti, come una donna che ha appeso al finestrino dell’auto la foto di un combattente ucciso, tornano con un misto di orgoglio e incertezza: “Torniamo con orgoglio, grazie al sangue dei combattenti che hanno difeso la nostra terra”, afferma. Tuttavia, nonostante le dichiarazioni di tregua, la diffidenza persiste. Jamil, un soccorritore a Nabatiye, non crede alla stabilità della situazione: “Non ci sono garanzie, non cambiamo le procedure per ora”.

Le conseguenze del conflitto sono evidenti: lo stato di devastazione è palpabile tra le rovine delle case. Jalal, un proprietario di un caffè ridotto in macerie, riflette: “Ho perso tutto. Torno, ma questo cessate il fuoco non durerà”. Anche Rawda, trovando un cappello tra i detriti, ricorda i bei tempi passati, mentre suo cugino mostra sopravvissuti modesti tra le macerie. “Questo cessate il fuoco è doloroso. Ma restiamo”, dice.

Nella periferia sud di Beirut, Samir, un palestinese, cerca di ripulire i resti del suo negozio. Nonostante la tregua, esprime la sua frustrazione: “Non c’è elettricità, non c’è acqua”, mentre il ricordo della sofferenza subita dal suo popolo risuona nei suoi pensieri. Allo stesso tempo, nuovi attacchi continue a colpire la regione: un attacco ha ucciso un adolescente e causato feriti.

Israele impone una ‘linea gialla’ in Libano

In un ulteriore sviluppo, Israele ha annunciato l’intenzione di stabilire una “linea gialla” in Libano, che limiterà il ritorno dei residenti nelle aree occupate dall’esercito israeliano. Questo modello è stato precedentemente adottato nella Striscia di Gaza e ora verrà replicato in Libano, dove l’Idf ha già tracciato una linea di operazioni. Secondo le comunicazioni ufficiali, ai residenti sarà impedito di rientrare in 55 villaggi libanesi situati all’interno dell’area interessata.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere