L’Iran limita il passaggio nello stretto di Hormuz dopo un breve periodo di riapertura
Sabato mattina, l’Iran ha annunciato che consentirà il passaggio nello stretto di Hormuz solo a un numero molto limitato di navi, nonostante venerdì avesse precedentemente dichiarato la sua riapertura completa. Negli ultimi giorni, diverse navi hanno attraversato lo stretto dopo settimane di blocco totale, ma ora la situazione sembra tornare a essere incerta, riporta Attuale.
L’annuncio è stato fatto dal comando militare Khatam al Anbiya, incaricato di coordinare le forze armate iraniane. Il portavoce ha sottolineato che questa decisione costituisce una ritorsione contro gli Stati Uniti, i quali mantengono un blocco navale nello stesso stretto per le navi in entrata e in uscita dai porti iraniani.
La situazione si rivela estremamente complessa e in continua evoluzione. Il passaggio attraverso lo stretto è reso pericoloso anche dal fatto che l’Iran ha minato alcune sue sezioni. Secondo l’Organizzazione Marittima Internazionale, circa 1.600 navi sono in attesa di entrare o uscire dallo stretto. A causa di questa incertezza, molte compagnie di navigazione hanno scelto di non rischiare, temendo attacchi alle loro imbarcazioni e alla sicurezza dei loro equipaggi.
Lo stretto di Hormuz, situato tra Oman e Iran, rappresenta un passaggio marittimo cruciale per le rotte internazionali nel Golfo Persico, attraverso il quale transita circa un quinto del petrolio e del gas naturale globali. Il blocco da parte dell’Iran ha portato a un significativo aumento dei prezzi di questi combustibili.
Venerdì, l’Iran aveva proclamato in modo confuso la riapertura dello stretto, sebbene vi fossero numerosi punti poco chiari riguardo ai percorsi obbligatori per le navi e l’eventuale pagamento di un pedaggio. Questa riapertura è apparsa subito fragile, dato che la capacità iraniana di bloccare il traffico marittimo rimane intatta.
Un’altra concausa di questa incertezza è rappresentata dalla situazione in Libano. L’Iran ha spesso dichiarato che il raggiungimento di un cessate il fuoco tra il governo libanese e Israele fosse un prerequisito per la riapertura dello stretto. L’annuncio di venerdì, in cui il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi prometteva una “riapertura completa”, coincideva con l’entrata in vigore di un cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti.
Aggiungendo complicazioni, gli Stati Uniti continuano a bloccare tutte le navi dirette verso l’Iran o in partenza dalle sue coste. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ribadito che il blocco rimarrà in vigore come strumento di pressione fino a quando non si giunga a un accordo di pace stabile.
Le forze americane hanno intensificato la loro presenza nell’area, mantenendo un’operazione di blocco a est dello stretto di Hormuz. A partire da lunedì 13 aprile, Stati Uniti hanno iniziato a indirizzare le navi che tentavano di raggiungere i porti iraniani, minacciando di intervenire in caso di non conformità.
L’Iran ha già dichiarato che considera inaccettabile questo blocco e ha avvertito che, in assenza di modifiche da parte americana, potrebbe decidere di rinviare il blocco dello stretto, come effettivamente annunciato sabato mattina.
Dopo l’annuncio di venerdì, solo un numero limitato di navi, tra cui alcune petroliere, ha avuto successo nel passaggio. Resta da chiarire a quali condizioni siano riuscite a farlo. La proclamata riapertura aveva inizialmente provocato un abbassamento dei prezzi di petrolio e gas naturale, interpretata come un segnale di possibili progressi nei colloqui tra Stati Uniti e Iran volti a porre fine al conflitto.