Incendio a Crans-Montana, famiglie disperate chiedono notizie sui sei ragazzi italiani dispersi

03.01.2026 00:25
Incendio a Crans-Montana, famiglie disperate chiedono notizie sui sei ragazzi italiani dispersi

Crans-Montana (Svizzera), 2 gennaio 2026 – “Non vogliamo numeri, vogliamo sapere dove sono i nostri figli. Dobbiamo trovarli adesso. È insopportabile non sapere niente”. Laetitia trattiene a stento le lacrime, tenendo in mano il telefonino, sempre acceso nella speranza di ricevere buone notizie. Il figlio potrebbe essere vivo, anche se gravemente ferito, tra i sei ragazzi ricoverati su un totale di 119, non ancora identificati perché impossibilitati a parlare e irriconoscibili, riporta Attuale.

Ad oggi, sei vittime accertate sono state confermate dalle autorità svizzere, tutte straniere. La madre, con un gesto nervoso, illumina continuamente il display del telefono dove appare la foto di Arthur, 16 anni, che è disperso anch’esso dall’inferno del Constellation. Tra i dispersi ci sono anche sei ragazzi italiani che mancano all’appello.

Identità dei sei ragazzi italiani dispersi: Giovanni Tamburi, Chiara Costanzo, Achille Barosi, Giuliano Biasini, Riccardo Minghetti e Emanuele Galeppini

Giovanni Tamburi, bolognese di 16 anni, è tra i dispersi, così come Chiara Costanzo, milanese, il cui corpo sarebbe stato riconosciuto da un’amica, ma l’ufficialità non è ancora pervenuta. Anche Achille Barosi, studente milanese, è irraggiungibile, così come i telefonini di Giuliano Biasini, di Riccardo Minghetti, 16enne romano, e di Emanuele Galeppini, giovane promessa del golf genovese che di lì a tre settimane avrebbe compiuto 17 anni.

Famiglie sconvolte e l’appello virtuale per i dispersi

Le famiglie vivono in uno stato di disperazione. Coloro che sono giunti a Crans-Montana attendono notizie al Régent, il centro congressi appositamente allestito per accogliere mamme, papà, nonni e amici dei ragazzi scomparsi. Su Instagram è stato creato il profilo cransmontana.avisderecherche, una piattaforma virtuale per condividere informazioni e segnalazioni sui dispersi. Tuttavia, nessuna notizia è ancora pervenuta e i genitori sono disposti ad andare ovunque nella ricerca dei loro figli.

I feriti sono stati trasportati in diversi ospedali, tra cui Bruxelles, Liegi e Milano. Laetitia, visibilmente provata dopo due giorni di attesa, esprime la sua angoscia: “Impazzisco all’idea che mio figlio potrebbe essere ferito, solo, intubato, incosciente e io non sono al suo fianco”. Riconosce, comunque, le difficoltà nel processo di identificazione: “Ci sono ragazzi con ferite su oltre il 60% del corpo, irriconoscibili. Gli investigatori e le autorità fanno del loro meglio. Ma sono passati due giorni, abbiamo il diritto di sapere dove sono i nostri bambini”.

La madre di Giovanni Tamburi: “Un’attesa snervante”

Carla Masiello, madre di Giovanni, definisce la situazione “un’attesa snervante”. Ancora a Bologna, aspetta di ricevere notizie su suo figlio. “Sarebbe sufficiente anche una falsa illusione e poi scoprire che mio figlio non c’è più”, racconta con voce rotta. L’ultima volta che ha sentito Giovanni è stato prima che lui partecipasse alla tragica festa di capodanno, “era ansioso di uscire con gli amici, poi il telefonino si è scaricato”.

L’ultimo messaggio di Arthur alla madre Laetitia

Il messaggio finale di Arthur su WhatsApp alla madre Laetitia risale a mezzanotte e tre minuti, con la semplice frase “tanti auguri, mamma. Ti voglio bene”. Lei ha risposto tre minuti dopo, ma poco dopo ha appreso della tragedia che si stava sviluppando. “Sono sprofondata in un incubo”, racconta, mentre il rabbino della comunità è presente al Régent per supportare le famiglie devastate.

Nelle ultime ore, sono arrivate anche squadre di psicologi dall’Italia per assistere i familiari e gli amici delle vittime del Constellation. Alcuni vengono anche inviati negli ospedali dove i feriti sono stati ricoverati. “Dopo tutte queste ore, noi genitori non abbiamo bisogno di tante parole. Ce ne basterebbero poche, per farci sapere dove sono finiti i nostri figli”.

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