Transizione alla guida in Venezuela dopo la cattura di Nicolás Maduro
Chi guiderà ora il Venezuela? È la domanda che da ieri attanaglia i venezuelani, sia all’interno del paese che all’estero, dopo l’arresto di Nicolás Maduro. Delcy Rodríguez, attuale vicepresidente e considerata la legittima successore, ha chiesto una prova di vita del presidente destituito durante un’intervista telefonica trasmessa dalla tv di Stato. Mentre si diffondevano voci sulla sua presunta fuga in Russia, Mosca ha rapidamente smentito queste affermazioni, riporta Attuale.
Delcy Rodríguez, 56 anni, potrebbe essere la figura decisiva nella transizione politica del paese. Secondo Donald Trump, lei ha già prestato giuramento come presidente ad interim, affermando: “Faremo ciò che è necessario”. La situazione si complica ulteriormente a causa delle dinamiche interne al regime, in particolare con la presenza di figure forti come Diosdado Cabello e Vladimir Padrino López.
Dal 2018, Rodríguez occupa la seconda posizione più importante del governo, dove ha svolto un ruolo cruciale nell’economia, specialmente dopo la dollarizzazione dopo la pandemia. Avvocato di professione, ha ricoperto ruoli chiave come cancelliere e ministro delle Finanze. È considerata parte dell’ala moderata del regime, contrapposta a Cabello, noto per le sue posizioni più dure e accusato di legami con reti di narcotraffico.
Cabello ha già risposto alla situazione, invitando alla calma e accusando le forze straniere di cercare di destabilizzare il paese. Indossando un elmetto e un giubbotto militare, ha esortato la popolazione a non rendere le cose più facili per i “nemici invasori”. La sua figura rimane estremamente influente, essendo stato coinvolto nel golpe di Chávez del 1992 e successivamente nella difesa della sua eredità, mantenendosi al centro del potere.
Il terzo componente chiave della leadership venezuelana è il generale Padrino López, comandante delle Forze armate. Ha condannato l’ “aggressione militare” e ha promesso di schierare tutte le risorse per difendere la nazione e ripristinare l’ordine. Accusato di traffico di droga e violazioni dei diritti umani, Padrino è visto come il principale responsabile della repressione contro le opposizioni e simboleggia il patto civico-militare che governa con fermezza il Venezuela dal 2014.
La situazione in Venezuela rimane tesa, con incertezze sul futuro politico del paese e le reazioni dei leader militari, mentre Rodríguez sembra pronta a prendere un ruolo centrale nella transizione.