Caso Resinovich, scoperte sulle formiche carnivore e l’inchiesta a Trieste

05.01.2026 18:55
Caso Resinovich, scoperte sulle formiche carnivore e l'inchiesta a Trieste

Il mistero della morte di Liliana Resinovich continua: nuove scoperte scientifiche

Trieste, 5 gennaio 2025 – Il caso di Liliana Resinovich, la donna trovata morta quattro anni fa nel bosco dell’ex manicomio, si arricchisce di nuove rivelazioni grazie alla consulenza del zoologo di Trieste, Nicola Bressi, che ha documentato la presenza di animali selvatici nel parco dove è stato rinvenuto il corpo, riporta Attuale.

Il ritrovamento avvenne il 5 gennaio 2022, segnalando l’inizio di un intricato giallo che ha suscitato l’attenzione mediatica e scientifica. Secondo Bressi, nel bosco sono state trovate formiche carnivore sul cadavere, le quali, sebbene non abbiano provocato lesioni, hanno dimostrato di alimentarsi della carne di mammifero in esperimenti precedenti. Inoltre, sono stati osservati diversi animali come cinghiali, volpi e cani randagi, segno di un ecosistema ricco ma complesso in cui è avvenuto il drenaggio del corpo di Resinovich.

Ribadendo che il corpo della donna era “pieno di formiche ma non presentava lesioni”, Bressi ha sollevato interrogativi sulla tempistica dell’evento, suggerendo che gli insetti erano arrivati solo dopo un breve periodo. Le prime indagini avevano ipotizzato un suicidio avvenuto poco prima del ritrovamento, ma una consulenza più recente ha suggerito che Liliana potrebbe essere stata uccisa il 14 dicembre 2021 e che il corpo sarebbe rimasto nel bosco senza essere spostato.

Bressi ha osservato che la mancanza di odore del cadavere, dopo 22 giorni in un bosco e riposto in sacchi di plastica, rende improbabile l’ipotesi di un suicidio. “Non ha senso,” ha affermato, sottolineando l’importanza di continuare le indagini per fare chiarezza. “È benvenuto che si continui a indagare, questo è fondamentale per la famiglia di Liliana Resinovich”.

Secondo le nuove analisi, l’idea che il corpo fosse congelato è stata respinta: Bressi ha affermato che, anche in un frigorifero a bassa temperatura, non ci sarebbero state le stesse condizioni per un corpo così a lungo conservato. Ha anche messo in discussione il contesto della morte, sostenendo che è illogico pensare che una persona di piccola statura e con un temperamento discreto possa aver scelto un luogo ostile per un gesto estremo. “I vestiti erano puliti e intatti. Come avrebbe fatto a passare tra rovi e reti?” ha chiosato, contribuendo a intensificare il mistero attorno alla sua scomparsa e morte.

Con ogni nuova informazione, il caso di Liliana Resinovich continua a esigere risposte, mentre la comunità di Trieste resta in attesa di sviluppi significativi nella ricerca della verità.

1 Comment

  1. Incredibile, ma non capisco come sia possibile che, dopo quattro anni, ci siano ancora così tante incognite su questo caso. Le formiche carnivore sul corpo? E la storia del congelamento sembra strana… C’è bisogno di maggiore chiarezza per rispetto della famiglia di Liliana!

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