Risorse minerarie in Groenlandia: opportunità incerte
Nonostante la Groenlandia sia considerata un vero e proprio tesoro di risorse naturali, attualmente sull’isola sono operative solo due miniere, mentre molte altre risultano chiuse. Questo paradosso è emerso dallo studio pubblicato nel 2023 dalla Geological Survey of Denmark and Greenland, che ha evidenziato la presenza di una vasta gamma di minerali, tra cui diamanti, nickel, tungsteno e minerale di ferro, lungo le coste dell’isola, riporta Attuale.
La miniera di Skaergaard, sulla costa sud-occidentale, custodisce oro e un’importante quantità di minerali del gruppo del platino, tutti racchiusi in un’antica intrusione lavica. Tuttavia, finora nessuna azienda ha richiesto una licenza per l’estrazione di queste risorse. Le domande ricorrenti riguardano la sostenibilità economica degli investimenti nella Groenlandia, dove, secondo la Geological Survey, vi è anche un deposito di zaffiro rosa e rubino a Fiskenaesset che, nonostante il suo valore, è rimasto inesplorato.
Le stime sulla quantità di oro e zaffiro rosa risultano limitate, e i minerali di platino mostrano un basso grado di purezza. Queste difficoltà, unite alla chiusura di miniere di rame, grafite, zinco e piombo, suggeriscono che il potenziale minerario della Groenlandia è attualmente sottoutilizzato.
Tuttavia, lo studio del 2023 ha rivelato la presenza di titanio nelle sabbie del Nord-Ovest e l’esplorazione di terre rare, tra cui zirconio, tantalio e niobio, a sud. Nonostante le prospettive positive, solo una piccola miniera d’oro e una di zinco e piombo sono attualmente operative, mentre le riserve di petrolio e gas naturale rimangono praticamente inesplorate.
La causa di questa situazione è da ricercarsi nella quantità e qualità incerte delle risorse e nel costo elevato dell’estrazione in condizioni climatiche estreme. Gli investitori restano scettici sull’effettiva redditività delle operazioni minerarie in Groenlandia.
Le dichiarazioni dell’ex presidente USA, Donald Trump, su un possibile interesse strategico per la Groenlandia, sollevano interrogativi sulla reale motivazione dietro l’attenzione rivolta a quest’isola, non supportata da un impegno concreto nelle sue risorse. La diminuzione delle basi militari americane in Groenlandia testimonia, piuttosto, una riduzione degli allarmi strategici che circondano l’area.
Le attuali difficoltà di attrarre investimenti congiuntamente con un contesto di crescente tensione geopolitica, pongono interrogativi sulle scelte strategiche future per la Groenlandia e sul suo ruolo nel panorama internazionale.