Il ministro Valditara propone metal detector nelle scuole dopo l’omicidio di uno studente a La Spezia

18.01.2026 02:45
Il ministro Valditara propone metal detector nelle scuole dopo l’omicidio di uno studente a La Spezia

Tragedia a La Spezia: un giovane accoltellato e proposte per la sicurezza scolastica

Roma, 18 gennaio 2026 – “Sono vicino ai genitori e a tutta la comunità scolastica così duramente colpita. Oggi sarò alla Spezia per un incontro con il prefetto e con la preside. Ho già parlato con lei e mi ha detto che la situazione lì è complessa”. Queste le parole del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, all’indomani dell’omicidio di Abanoud Youssef, accoltellato all’interno dell’Istituto professionale Einaudi-Chiodo della Spezia. Il ministro ha annunciato la possibilità di impiegare metal detector nelle “scuole più problematiche” e ha richiamato l’attenzione sulla necessità di una “rivoluzione culturale”, riporta Attuale.

L’assassino era già noto per aver frequentato la scuola armato di coltello, un comportamento che, in certi contesti giovanili, è diventato una moda e un simbolo di riconoscimento sociale. Questo evento tragico solleva interrogativi su come prevenire futuri casi simili.

“C’è un problema di violenza nella società, in particolare fra i giovani, soprattutto in certi ambiti sociali. E questo si riverbera anche nella scuola”, ha dichiarato Valditara, aggiungendo che un disegno di legge sulla sicurezza in arrivo conterrà misure severe riguardanti il possesso di coltelli e una maggiore responsabilità da parte dei genitori. Il ministro ha suggerito l’installazione di metal detector all’ingresso delle scuole più problematiche per individuare eventuali armi.

In alcune scuole di Napoli e provincia, i metal detector e addirittura unità cinofile sono già stati adottati per controllare l’entrata di armi in classe. Questo modello potrebbe estendersi ad altre regioni del paese? “Sì, laddove il preside, in accordo con il prefetto, lo ritenga necessario”, ha concluso il ministro, sottolineando che la proposta dovrà essere discussa ulteriormente.

Secondo diversi studi, i comportamenti violenti tra i giovani rappresentano solo la punta dell’iceberg. Il contesto sociale, le difficoltà relazionali e le esperienze di esclusione possono influenzare pesantemente i ragazzi. Pertanto, è fondamentale potenziare il supporto e l’integrazione nelle scuole.

“Abbiamo introdotto l’educazione al rispetto, alle relazioni corrette e all’empatia affettiva”, ha spiegato Valditara. È necessario anche lavorare sull’aspetto motivazionale. “Quando un ragazzo si sente valorizzato, i risultati sono positivi”, ha aggiunto, sottolineando il compito dei docenti di personalizzare l’educazione per valorizzare i talenti di ciascun studente.

Il rispetto, parola dell’anno 2024 secondo l’Istituto Treccani, è stato al centro di una delle tracce della Maturità. “Le nuove linee guida sull’educazione civica mettono al centro il rispetto verso le persone, le regole e le cose. È fondamentale ripartire da qui”, ha affermato il ministro. “Dobbiamo compiere una rivoluzione culturale”.

Interrogato su cosa intenda per ‘rivoluzione culturale’, Valditara ha spiegato che c’è una fragilità tra i giovani che richiede il ripristino di principi fondamentali, in particolare il rispetto per l’autorità. “La scuola deve educare a superare frustrazioni e a rispettare i limiti”, ha detto.

I comportamenti violenti o devianti sono spesso aggravati dall’utilizzo dei social media. “Voglio coinvolgere anche le famiglie in questo ambito. L’uso precocissimo dei social può essere devastante”, ha affermato, sottolineando l’importanza di limitare l’uso dei cellulari a scuola, esperienza che sembra essere stata ben accolta dagli studenti.

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