Guido Scorza si dimette da membro dell’Autorità per la Privacy amid inchiesta su spese sospette

18.01.2026 07:25
Guido Scorza si dimette da membro dell'Autorità per la Privacy amid inchiesta su spese sospette

Dimissioni di Guido Scorza dall’Autorità di garanzia della Privacy

Guido Scorza, membro dell’Autorità di garanzia della Privacy, si è dimesso, facendo uso di un lungo post sul proprio sito per annunciare la decisione, mentre affrontava insieme ai colleghi – il presidente Pasquale Stanzione, Ginevra Cerrina Feroni e Agostino Ghiglia – due fascicoli aperti dalla magistratura per peculato e corruzione relativi a presunti abusi nelle spese e alle mancate sanzioni a ItaAirways e Meta per gli smart glass, riporta Attuale.

Scorza ha affermato di ritenere la sua scelta “giusta e necessaria nell’interesse dell’istituzione”, pur considerandola “ingiusta nella sostanza e nelle modalità che mi hanno portato ad assumerla”. Il dimissionario ha difeso il lavoro del collegio, citando “questo momento difficile” come frutto di un sistema che non riesce a trovare un punto di equilibrio tra diritti e libertà.

Secondo Scorza, l’Italia ha “bisogno di un Garante per la protezione dei dati personali che prima di avere autorità abbia autorevolezza”, senza la quale i diritti, già fragili, sarebbero impossibili da promuovere e proteggere. Il passo indietro è, quindi, anche una critica all’eco mediatica delle indagini che, a suo avviso, mette in pericolo il buon funzionamento di un’autorità indipendente essenziale per la democrazia.

L’inchiesta di Report, che ha portato a queste dimissioni, sta esaminando 400mila euro in spese di missioni ufficiali, compresi viaggi e altre spese, tra cui spese per parrucchieri e carni. Sono sotto indagine anche delle tessere VolareExecutive sospette che potrebbero essere state un regalo per evitare sanzioni a ItaAirways e il caso della mancata sanzione a Meta per gli smart glasses sponsorizzati online proprio da Scorza.

Le richieste di dimissioni dell’intero collegio si sono intensificate, con interventi da parte di figure come Guido Ruotolo del Pd, Avs e +Europa. Ieri, dalla Giappone, la premier Giorgia Meloni ha dichiarato di non avere elementi per chiedere le dimissioni e di fidarsi della magistratura. Il presidente Stanzione ha finora mantenuto una posizione di fiducia, sostenendo che il collegio sia certo di poter dimostrare la propria estraneità alle accuse. Tuttavia, ora quella compattezza sembra essersi incrinata.

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