
Il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha annunciato l’intenzione del governo di adottare misure più severe contro la crescente diffusione di coltelli tra gli studenti. Durante una visita al liceo Einaudi-Chiodo a La Spezia, in seguito all’accoltellamento mortale di Abanoud Youssef, Valditara ha suggerito l’implementazione di controlli agli ingressi mediante metal detector, ma ha sottolineato che è necessaria una «rivoluzione culturale» che coinvolga anche le famiglie, riporta Attuale.
Il precedente di Napoli e l’estensione nazionale
Già da quasi un anno, alcune scuole della provincia di Napoli hanno installato metal detector in risposta a un problema di violenza che si era manifestato con maggiore frequenza rispetto ad altre aree. A Napoli, le forze dell’ordine hanno intensificato i controlli negli istituti attraverso metal detector e unità cinofile, portando a una significativa deterrenza, come affermato dai dirigenti scolastici. Valditara ha dichiarato l’intenzione di estendere questa misura su tutto il territorio nazionale, affermando che «i coltelli sono sempre più diffusi ovunque, sembra diventata una moda averli», sottolineando che le richieste per l’uso dei metal detector devono provenire dalle scuole e ricevere l’approvazione della prefettura.
La rivoluzione culturale di Valditara contro i genitori amici
Oltre ai controlli, Valditara ha evidenziato che è fondamentale perseguire una rivoluzione culturale per risolvere il problema della violenza giovanile. «Se non facciamo questo, il coltello non si porterà più a scuola, ma comunque si porterà altrove», ha affermato. Ha anche criticato i genitori per non esercitare l’autorità necessaria: «I giovani hanno perso i punti di riferimento – si lamenta il ministro – A partire dalla famiglia». Ha esortato a ripristinare l’autorevolezza dei genitori, sottolineando che il loro ruolo non può essere delegato alla tecnologia.
Via patente e passaporto e multe per i ragazzi trovati con una lama
Repubblica ha riportato che il piano del governo prevede di introdurre un sistema di sanzioni per coloro che vengono sorpresi con coltelli. La strategia mira a rendere più temibili le sanzioni amministrative, come la sospensione della patente o del passaporto per i minori colpevoli, piuttosto che l’aumento delle pene. In caso di minorenni sorpresi in possesso di coltelli, i genitori saranno ritenuti responsabili, e potrebbero affrontare multe da 200 a 1.000 euro. È previsto anche un divieto di vendita di armi bianche ai minori, con sanzioni fino a 3.000 euro per i trasgressori.
Arresto in flagranza e ammonimento dai 12 anni
Il pacchetto di misure in fase di discussione, che potrebbe essere presentato già martedì al Consiglio dei Ministri, prevede anche l’ arresto facoltativo in flagranza per i minorenni trovati in possesso di coltelli. Le pene saranno aggravate se gli studenti vengono trovati vicino a luoghi sensibili come scuole e giardini pubblici. Inoltre, è prevista la possibilità di ammonire ragazzi già a partire dai 12 anni per reati come il porto di coltelli, atti persecutori e cyberbullismo, su iniziativa del questore.