Odio sui muri di Bologna: scritte minatorie contro Giorgia Meloni e la polizia
I muri di Bologna sono stati imbrattati da scritte offensive in quattro diverse località della città. Tra queste, spicca una vignetta della premier Giorgia Meloni con una pistola puntata alla tempia, accompagnata dallo slogan “Morte a Meloni e ai fasci”, riporta Attuale.
In seguito alla denuncia degli atti vandalici, le autorità comunali hanno rimosso rapidamente la scritta più inquietante. La rimozione è stata sollecitata dai membri del centrodestra locale, che hanno chiesto quindi provvedimenti anche per le altre tre scritte apparse in città.
Le ulteriori scritte, comparse in prossimità l’una dell’altra nel centro di Bologna, recitano frasi come “Morte alla polizia”, “Genova 2001” e “Rip Fakir”. Questi messaggi fanno riferimento alla morte di un 42enne marocchino avvenuta a Bologna durante un fermo di polizia il 19 luglio. Le similitudini tra le scritte, sia per contenuto che per le scelte cromatiche, sono ora oggetto di indagini da parte delle autorità competenti, in seguito alle segnalazioni da parte del centrodestra bolognese.
Questo episodio si inserisce in un contesto di tensione politica, che ha avuto inizio con il caso Fakir e che ha visto un’ondata di proteste, minacce al sindaco Matteo Lepore e l’assegnazione di una scorta al primo cittadino. Lepore ha anche sporto un esposto riguardante la proliferazione sospetta di bot e profili fake sui social media.
La vignetta di Meloni ha destato forti reazioni tra i membri del governo. Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, ha commentato: “Un’altra scritta colma di odio contro Giorgia Meloni sui muri di Bologna, frutto del clima di violenza alimentato da certa sinistra. Massima solidarietà da parte mia e dei deputati di Fratelli d’Italia”. Anche Lucia Borgonzoni, sottosegretaria alla Cultura, ha condannato l’atto, affermando che “la violenza non deve trovare alcuno spazio nel confronto politico”, mentre Marina Calderone, ministra del Lavoro, ha dichiarato: “Le scritte minatorie e violente sui muri contro Meloni sono indegne. Mi auguro che i responsabili siano individuati”. Anna Maria Bernini, ministra bolognese dell’Università, ha aggiunto: “Chi pensa di intimidire con questi gesti ignobili sbaglia due volte: non arretrerà lo Stato e rafforzerà chi crede nella libertà, nella legalità e nel rispetto delle istituzioni.”