Orsina: “L’appello di Mattarella è importante, ma il potere politico è bloccato”

31.07.2026 02:55
Orsina: “L’appello di Mattarella è importante, ma il potere politico è bloccato”

La crisi delle democrazie liberali: l’analisi di Giovanni Orsina sul messaggio di Mattarella

Roma, 31 luglio 2026 – L’appello del presidente Mattarella è «importante e doveroso», secondo Giovanni Orsina, storico e direttore del Dipartimento di scienze politiche della Luiss, che evidenzia come gli attori politici siano prigionieri della crisi delle democrazie liberali e quindi limitati nelle loro azioni. La situazione attuale richiede una risposta da parte del Quirinale alle complessità del momento, ma le sfide restano enormi, riporta Attuale.

Secondo Orsina, il discorso del Capo dello Stato alla cerimonia del Ventaglio ha mostrato un tono più severo rispetto al passato. Le tensioni globali, in particolare quelle derivanti dal conflitto ucraino-russo e dalle recenti violenze in Medio Oriente, stanno crescendo. «Viviamo in un mondo in cui le tensioni globali aumentano costantemente», afferma, evidenziando anche l’influenza della propaganda politica polarizzata in vista delle prossime elezioni.

Il professore evidenzia come temi di ordine pubblico, autodifesa e libertà di manifestazione si intrecciano con un uso strumentale di concetti come antifascismo e anticomunismo, il che implica che il richiamo del presidente si rivolge a tutti i partiti politici. «Quando interviene sulla violenza di piazza, il richiamo si rivolge maggiormente al centrosinistra. Quando parla di ordine pubblico o autodifesa, si rivolge di più al centrodestra», spiega Orsina.

In merito alla capacità della politica di affrontare i problemi reali degli italiani, Orsina sottolinea una preoccupazione fondata: «La politica oggi fatica a rispondere alle reali esigenze degli elettori». Negli ultimi decenni, il potere politico ha perso una parte significativa della sua influenza, relegando gran parte delle decisioni alle corti e ai trattati internazionali, il che limita le sue capacità d’azione. «Per esempio, l’immigrazione è diventata una battaglia legale piuttosto che politica», spiega, aggiungendo che per affrontare problemi come l’aumento del prezzo del carburante, i governi possono solo intervenire con sussidi, spesso impossibili da sostenere data la mancanza di risorse.

Orsina osserva che i politici, non potendo incidere realmente sulle questioni socio-economiche, si concentrano su questioni simboliche per mascherare la loro impotenza: «Il radicalismo verbale a cui assistiamo è il tentativo della politica di mascherare la propria impotenza strutturale». Questo porta a un allontanamento dei cittadini dalla politica.

Riguardo alla violenza, Mattarella l’ha descritta come un “virus letale per la democrazia”. Orsina argomenta che i social media e i media tradizionali amplificano il radicalismo, diventando un canale attraverso cui la frustrazione degli individui si sfoga attraverso atti violenti. «Chi è scontento e frustrato finisce per usare la violenza come valvola di sfogo», aggiunge, puntualizzando che comprendere questo meccanismo non significa giustificarlo.

Infine, il Capo dello Stato ha espresso preoccupazione per l’aumento dell’astensionismo, e Orsina collega questo fenomeno all’emergere di minoranze radicalizzate, utilizzando la formula del politologo Albert Hirschman: «Exit (defezione) e Voice (protesta)» sono entrambe manifestazioni della crisi delle democrazie liberali. La sfida è ora quella di ripristinare la fiducia e un coinvolgimento attivo dei cittadini nella politica.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere