Il Pd diviso sul futuro di Mps: Unipol o rischio smembramento?

22.08.2026 02:35
Il Pd diviso sul futuro di Mps: Unipol o rischio smembramento?

Accordo insperato tra Meloni e il Pd sui destini di Montepaschi

Un accordo inaspettato si è formato tra il Partito Democratico (Pd) e Giorgia Meloni riguardo al futuro del Monte dei Paschi di Siena. La principale preoccupazione espressa è il “smembramento” della banca, un tema cruciale per la città senese, dove la paura che “Siena” sparisca dall’insegna è palpabile, compromettendo posti di lavoro e l’autonomia politica, riporta Attuale.

Nessuno, incluso il presidente del Consiglio Meloni e vari dirigenti del Pd, desidera che Montepaschi venga trattata come una pedina in un gioco di Risiko. “Questa è anche la nostra posizione, da sempre. Abbiamo accolto con interesse le parole della premier, ma aspettiamo di vedere quali misure concrete verranno prese”, ha affermato il deputato e segretario del Pd toscano Emiliano Fossi, condividendo l’approccio del Pd di Siena, il quale sostiene che il coordinamento tra le istituzioni locali sia fondamentale per tutelare identità e ruolo della banca.

La questione però presenta divisioni all’interno del Pd. Elly Schlein, leader del partito, resta in silenzio sulla questione, mentre altri esponenti più esperti, come Antonio Misiani, responsabile economico del Pd, si schierano. Misiani ha dichiarato che le parole della Meloni sono “positive” e da accogliere, ma ha precisato di non voler allearsi con la premier, evidenziando la differenza di intenti: “Il Pd è attento al territorio, la premier vuole fare il banchiere d’affari”.

Negli ambienti senesi e toscani, la pressione per mantenere Montepaschi a Siena è forte; per i politici locali, non si tratta solo di stabilità economica, ma anche di posti di lavoro e voti. D’altra parte, il Pd nazionale non può apparire in sintonia con il governo, e quindi cerca di mantenere una posizione equilibrata. Allo stesso tempo, i rappresentanti emiliano-romagnoli sono coinvolti nelle dinamiche, considerando che la bolognese Unipol è alleata di Intesa Sanpaolo nel potenziale smembramento di Montepaschi.

Misiani ha ribadito la necessità che lo Stato rimanga azionista della banca per garantire una reale attuazione delle promesse fatte dalla Meloni. Il dibattito si allarga al ruolo della politica nell’economia; Francesco Boccia, capogruppo dei senatori del Pd, ha avvertito che la politica non dovrebbe intervenire nel destino delle banche. “Non parteggiamo per una banca contro un’altra”, ha affermato, esortando il Pd a non comportarsi come giocatori del Risiko bancario.

In conclusione, il Pd si trova in una situazione ambivalente, con schieramenti interni che si dividono su come affrontare la questione di Montepaschi. Si confrontano posizioni a favore e contrarie dell’intervento pubblico, il che solleva interrogativi sulla direzione futura del partito e sulla sua reale linea politica.

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