La campagna elettorale svedese si conclude con una corsa incerta
Con l’approssimarsi delle elezioni di domenica, il clima politico in Svezia si fa teso. La coalizione di destra, guidata dal primo ministro Ulf Kristersson, ha recuperato quasi tutto il gap iniziale rispetto alla coalizione di centrosinistra, leader di Magdalena Andersson, i cui sondaggi d’aprile e maggio la davano in vantaggio superiore ai dieci punti percentuali. Attualmente, la distanza tra i due schieramenti è ridotta a solo lo 0,3%, secondo un sondaggio recente, riporta Attuale.
Le elezioni serviranno a rinnovare il parlamento, che eleggerà il nuovo primo ministro. Sembra che il centrosinistra possa ottenere 175 seggi, rispetto ai 174 della destra. Nonostante la campagna elettorale non abbia visto eventi clamorosi che ne influenzassero l’andamento, l’incertezza regna sovrana e la possibilità di un ingresso nel governo dei Democratici Svedesi (SD), un partito di estrema destra, si fa sempre più concreta.
I Democratici Svedesi, secondi nel panorama politico svedese e diventati parte integrante del dibattito politico dal 2010, hanno sostenuto il governo Kristersson dal 2022, influenzando le politiche su immigrazione e criminalità. Un risultato in queste elezioni potrebbe consacrarli ufficialmente nel governo, cambiando drasticamente l’assetto politico nazionale.
Il voto di domenica non porterà solo all’elezione di un nuovo governo, ma definirà anche il futuro politico del paese e la sua storica reputazione in materia di diritti civili e welfare. Andersson ha avvertito che la Svezia non sarebbe più la stessa con i Democratici Svedesi al governo, sollevando interrogativi su come le elezioni potrebbero ridisegnare il paese.
Kristersson ha dichiarato che, in caso di vittoria, includerà il SD nel governo. Nel dibattito, i Democratici Svedesi sono stati fondati nel 1988 da ex attivisti di vari gruppi neonazisti, ma hanno intrapreso un processo di “normalizzazione” sotto la guida di Jimmie Åkesson, pur mantenendo posizioni radicali simili a partiti come l’Alternativa per la Germania (AfD).
La campagna della sinistra ha ruotato attorno alla narrazione del pericolo rappresentato dai Democratici Svedesi, ma sembra che non abbia sortito l’effetto sperato. I Socialdemocratici e i loro alleati hanno registrato una mancanza di messaggi chiari, mentre i leader affermano che il paese si sta allontanando dalla sua tradizionale apertura verso l’immigrazione.
Il governo di centrodestra, al contrario, ha puntato su risultati economici positivi, evidenziando una crescita del PIL tra le maggiori nell’Unione Europea e i successi nella lotta contro le bande criminali, aggiungendo che le politiche in atto sono state applicate con misure radicali, come l’abbassamento dell’età per l’imprigionamento esercitato sui giovani.
I risultati delle elezioni di domenica potrebbero essere influenzati anche da partiti minori nelle coalizioni, come i Verdi e i Cristiano Democratici, entrambi sotto osservazione per il loro posizionamento elettorale, che potrebbe essere cruciale per la stabilità delle rispettive alleanze.
Nell’ultima settimana, la campagna politica è stata colpita da rivelazioni relative a Polina Malaberg, ufficiale dei Democratici Svedesi, il cui legame con soggetti russi ha sollevato molte polemiche. Secondo un’inchiesta della rivista Expo, Malaberg avrebbe intrattenuto rapporti con la Russia per oltre un decennio, favorendo l’influenza russa nel parlamento svedese.