Approvazione della nuova legge elettorale in Italia
Roma, 11 settembre 2026 – Il Senato ha approvato un emendamento fondamentale alla legge elettorale, eliminando la norma anti-frammentazione e modificando le regole per la presentazione delle liste. Tale modifica consente ai partiti di ottenere un conto dei voti più ampio, anche sotto il 3%, decisivo per il raggiungimento del premio di maggioranza, riporta Attuale.
Eliminazione della soglia del 3%
Il senato ha definitivamente sopresso l’articolo che escludeva dal conteggio i voti delle liste che non superano la soglia del 3%. Con questa modifica, anche i voti delle forze politiche che ottengono risultati minimi, come lo “zero virgola”, saranno considerati per l’assegnazione del premio di maggioranza.
Il funzionamento dello Stabilicum
Lo Stabilicum prevede che una coalizione o un partito politico che ottenga almeno il 42% dei voti avrà diritto a un premio di 70 seggi aggiuntivi alla Camera, per un massimo di 220 seggi, e 35 seggi aggiuntivi al Senato, con un tetto massimo di 113 seggi.
Impatti sulle coalizioni e sui partiti minoritari
Queste nuove norme sembrano favorire la formazione di piccole forze politiche, che, unendosi in coalizioni, potrebbero avere un impatto significativo anche con scarso supporto elettorale. Gli alleati più forti, come Fratelli d’Italia e Partito Democratico, potrebbero dover condividere la rappresentanza con questi piccoli partiti all’interno delle alleanze. D’altra parte, l’inclusione di diversi partiti potrebbe migliorare le possibilità di ottenere il premio di maggioranza.
I partiti che scelgono di non allearsi rischiano di trovarsi svantaggiati. Qualora nessuna coalizione ottenga il sostegno necessario per ricevere il premio, potrebbero comunque risultare decisivi nella formazione del governo, poiché sono ammesse alleanze post-elettorali.
Aumento delle firme necessarie
In risposta al timore di un affollamento di liste, la maggioranza ha deciso di aumentare il numero di firme necessarie per la presentazione delle liste. I partiti non rappresentati in Parlamento dovranno raccogliere almeno 6mila e fino a 7mila firme in ciascun collegio, una cifra significativamente superiore a quella richiesta per i partiti già presenti nelle istituzioni.
Resta in vigore l’esenzione dalla raccolta di firme per i partiti con rappresentanza parlamentare, che non dovranno soddisfare questi requisiti, così come le disposizioni transitorie della riforma elettorale in atto.
Coloro che già dispongono di un gruppo politico in Parlamento, come Più Europa o Futuro Nazionale con Vannacci, continueranno a necessitare di raccogliere tra 1.500 e 2.000 firme per la presentazione delle loro liste.