Forza Italia conferma il premio al 42% per la legge elettorale, emergono nuovi emendamenti sulle preferenze nel Senato

09.09.2026 17:15
Forza Italia conferma il premio al 42% per la legge elettorale, emergono nuovi emendamenti sulle preferenze nel Senato

L’aula del Senato ha avviato la discussione sulla legge elettorale nota come Stabilicum, mentre i rappresentanti della maggioranza lavorano per trovare un accordo. È emerso un emendamento sulle preferenze che potrebbe influenzare gli equilibri politici, riporta Attuale.

La riunione degli sherpa di centrodestra, avvenuta questa mattina, 9 settembre, in via della Scrofa, ha sancito la posizione definitiva sulla legge elettorale in discussione. Se Fratelli d’Italia sembrava incline ad accettare una soglia ridotta al 41% per ottenere il premio di maggioranza, Forza Italia ha insistito per mantenere il limite al 42%.

Roberto Rosso, rappresentante di Forza Italia, ha dichiarato al termine della riunione: «42% era e 42% resta», rispondendo a chi chiedeva della modifica proposta dalla senatrice Paola Ambrogio.

Dubbi sul “taglia cespugli”

La discussione ha anche lasciato aperto il tema della norma “taglia cespugli”, che attualmente esclude dal conteggio globale dei voti le forze alleate sotto il 3%, eccetto il “miglior perdente”. Forza Italia non intende abbandonare questo principio, nonostante le obiezioni di costituzionalità sollevate anche dal Colle, mentre Fratelli d’Italia propone di abbassare la soglia all’1% per agevolare l’ingresso di liste minori.

La mediazione su questo punto potrebbe giungere nei prossimi giorni, con scadenza certa entro lunedì 14, quando inizieranno le votazioni sugli articoli della legge, con l’obiettivo di completare il tutto entro il 15 e portare il testo all’aula della Camera il 28 settembre, secondo il calendario di Montecitorio. Come riportato in precedenza, il ballottaggio è stato abbandonato, mentre resta in discussione l’introduzione delle preferenze con capilista bloccati, tema che ha scatenato le ire della leader di Fratelli d’Italia e presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Il giallo delle preferenze

Le preferenze potrebbero rappresentare una nuova frattura all’interno del centrodestra. Sebbene il termine per gli emendamenti in Aula fosse scaduto la scorsa settimana, il presidente Ignazio La Russa ha consentito la presentazione di subemendamenti al testo principale, firmato da Marco Lisei (FdI). Il centrosinistra ha colto l’occasione per avanzare diverse proposte.

Una proposta in particolare potrebbe destare preoccupazione tra i Meloniani. Il subemendamento del Pd, cofirmato da tutto il centrosinistra, ripropone le preferenze senza capilista bloccati: «Ogni elettore dispone di un voto di lista e fino ad un massimo di due voti di preferenza per candidati di sesso diverso compresi nella lista medesima», si legge nel testo. In teoria, Fratelli d’Italia ha sempre mostrato favore verso le preferenze per l’intera lista, tanto che alla Camera votò a favore dell’emendamento presentato dal partito di Roberto Vannacci, Futuro Nazionale.

Per coerenza, FdI dovrebbe sostenere lo stesso testo anche al Senato, ma se dovesse farlo, il rischio di compromettere l’intero accordo sarebbe concreto. La votazione alla Camera aveva già generato tensioni, lasciando aperta la questione su come si comporterà il Senato.

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