Vannacci: “Non è una sconfitta, il centrodestra è in crescita”
Durante il suo primo incontro con Bruno Vespa a Porta a Porta, Roberto Vannacci ha categoricamente escluso l’ipotesi di una sconfitta, affermando: “Avremmo perso solo se Futuro Nazionale fosse sceso sotto i sondaggi. Invece ha preso l’11%, ovvero il 3,4% in più della media nazionale”. Tuttavia, i leader della maggioranza, tra cui il presidente del Senato Ignazio La Russa, si sono mostrati ottimisti, dichiarando: “Il centrodestra supererà il 42% e vincerà le elezioni senza bisogno di Vannacci”, riporta Attuale.
La situazione si complica con l’introduzione della nuova legge elettorale, lo “Stabilicum”, che stabilisce al 42% il requisito per il premio “di governabilità”. Un sondaggio di Izi mette in evidenza la vulnerabilità della maggioranza: sebbene Vannacci potrebbe “cannibalizzare” il 4,1% dei voti agli alleati, il suo modestissimo contributo netto alla coalizione sarebbe solo del 2,2%. Senza quel margine esiguo, il centrodestra rischierebbe di non superare la soglia necessaria per governare.
Vannacci ha replicato a queste analisi, sostenendo che l’11% raggiunto nella sua regione non è attribuibile solo al supporto di figure di spicco come Domenico Giannetta, ex forzista. Ha chiarito: “I voti che ha portato sono circa 2.500, gli altri ottomila sono nostri”. Un’autopsia audace sulla sua affermazione, insiste nell’affermare che Futuro Nazionale è fondamentale per il centrodestra. Rifiuta l’idea di aver tentato di sabotare l’alleanza e sostiene di aver raggiunto un “triplete”: “La destra ha vinto, la sinistra ha perso e FN va oltre i sondaggi”. Vannacci cerca di posizionarsi non come un avversario ma come un alleato necessario per attuare gli impegni non mantenuti dalla maggioranza.
In tema di immigrazione, chiede un divieto per i respinti e propone l’estensione delle unioni civili oltre il concetto tradizionale di famiglia. In merito all’aborto, ha chiarito: “Mai parlato di modificare la 194”, mentre sulle politiche estere promuove una NATO simile a quella turca, che mantiene i propri interessi nazionali.
Tuttavia, le sue posizioni sull’Ucraina arrecano preoccupazione: “Gli ucraini sono liberissimi di continuare a difendersi ma dopo cinque anni la situazione sul terreno non è cambiata”, ha affermato, esprimendo dubbi sull’invio di armi. Le sue dichiarazioni, che richiamano una narrativa simile a quella russa riguardo l’origine del conflitto, pongono un freno a qualsiasi possibilità di una coalizione solida. Lucio Malan, capo dei senatori di Fratelli d’Italia, ha concluso: “Un’alleanza mi pare lontanissima”.