Il Centrodestra Esulta a Reggio Calabria: La Debacle di Vannacci
Il centrodestra festeggia a Reggio Calabria dopo la vittoria di Fabio Roscioli (51,02%) che conquista il seggio da deputato contro Frank Benedetto (36,59%). La vera celebrazione, tuttavia, riguarda il deludente risultato del generale Vannacci, il cui candidato, Mimmo Giannetta, si ferma al 10,94%. Un flop che dissolve la paura e trasforma il comitato del vincitore in una curva: “Cucù, cucù, Vannacci non c’è più”, riporta Attuale.
La premiership di Giorgia Meloni festeggia l’unità del centrodestra: “Il centrodestra si conferma unito anche nelle suppletive di Reggio Calabria, imponendosi sul campo larghissimo delle opposizioni”. La demonizzazione del leader di Fn diventa chiara mentre Meloni loda “un voto che premia ancora una volta una coalizione compatta, radicata e capace di parlare ai territori”. Questo tono di celebrazione si accompagna ad attacchi contro Vannacci, ora il nuovo mantra fino alle prossime elezioni.
Francesco Cannizzaro, sindaco di Reggio e architetto del successo di Roscioli, esprime dure parole: “Pensava di venire qui a fare la sua Sassonia, ha preso solo sassate elettorali”. Anche il governatore Roberto Occhiuto si unisce: “Vannacci è venuto qui pensando di rubare il capogruppo di Fi che aveva raccolto 11mila preferenze alle regionali; oggi ne ha prese circa settemila nel collegio. Ha preso sassate”.
Per Forza Italia questa vittoria rappresenta un momento di respiro in un contesto difficile. Antonio Tajani esulta: “Forza Italia stravince nelle suppletive di Reggio Calabria, trainando il centrodestra”. Nel comitato azzurro, il clima è di festa, mentre Licia Ronzulli commenta: “Il centrodestra vince anche senza Vannacci”. Dall’altra parte, i seguaci di Vannacci si rallegrano guardando ai sondaggi nazionali, sostenendo che “la missione era di arrivare all’8%, siamo oltre il dieci, banco di prova superato”.
Tuttavia, l’operazione di Vannacci è considerata fallimentare. Nonostante il risultato positivo nel singolo seggio, il vero obiettivo era creare una frattura nella maggioranza governativa per dimostrare l’importanza della propria figura, il che non è avvenuto. Inoltre, l’alleanza di centrodestra ha migliorato il proprio consenso, aumentando di quattro punti rispetto al già solido 47,6% del 2022. La sconfitta di Vannacci è amplificata dai fatti, poiché ha attirato voti dall’astensione piuttosto che dai suoi alleati. Matteo Salvini commenta: “Tutte le opposizioni insieme non si sono avvicinate al centrodestra”, mentre Vannacci, pur riconoscendo la sconfitta, afferma: “Futuro Nazionale vola e conquista l’11%. Noi siamo appena decollati”.
Un fattore preoccupante è l’affluenza alle urne, che si attesta al 22,34%, oltre 27 punti in meno rispetto al 2022, segnando una distinzione cruciale. Questo dato potrebbe falsificare il test elettorale e suggerire che il gioco è ancora aperto. La leader del centrodestra ha segnato un punto decisivo e ha evitato un rischio potenzialmente letale, ma il panorama rimane complesso. La sinistra, dal canto suo, riceve un colpo duro e deve affrontare la realtà: contare sulle proprie forze diventa fondamentale, poiché affidarsi al presunto “effetto Vannacci” rischia di non essere sufficiente per i prossimi turni elettorali.