Richiesta di revisione della condanna di Alberto Stasi: Novità in arrivo
GARLASCO (Pavia) – La richiesta di revisione della condanna di Alberto Stasi sembra ora più vicina. La Procura di Pavia ha, però, chiarito nella nota di ieri che “nessuna richiesta finalizzata alla formulazione di una proposta di revisione della sentenza di condanna di Alberto Stasi è mai stata rivolta al Procuratore Generale”, Francesca Nanni, alla quale sono stati forniti aggiornamenti su ogni aspetto ritenuto di possibile interesse, riporta Attuale.
Dopo la conclusione delle indagini a maggio, la difesa di Stasi, rappresentata dagli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis, era già al lavoro per preparare la richiesta di revisione a Brescia. La recente scoperta di un nuovo elemento, ovvero le contro-analisi negative effettuate un giorno dopo quelle che evidenziarono la presenza del DNA di Chiara Poggi sui pedali della bicicletta del fidanzato nel 2007, emerge ora come un punto cruciale. Queste informazioni, mai emerse nei processi contro Stasi, offriranno probabilmente una nuova base per la difesa, la quale ha attirato l’attenzione della Procura con una propria consulenza supportata da ulteriori verifiche degli esperti.
“I consulenti tecnici,” spiega la Procura di Pavia, “hanno confermato l’esistenza delle corse elettroforetiche negative del 20/09/2007 e, in considerazione di questa discordanza, hanno concluso che sarebbe stato opportuno approfondire, cosa che, tuttavia, non risulta essere stata effettuata”.
Gli avvocati Bocellari e De Rensis hanno anche sottolineato che “nessun consulente del pubblico ministero, nessun pubblico ufficiale ha la facoltà di decidere se e quali analisi consegnare, tanto più se si tratta di un’analisi, come quella sui pedali, atta a fondare la restrizione della libertà personale o finanche una condanna per omicidio”. Hanno, quindi, evidenziato che “pur trattandosi di una pagina triste per la giustizia, conforta la capacità della giustizia stessa di rimediare” e hanno chiesto che “venano accertate tutte le responsabilità, perché quanto accaduto a Stasi non possa e non debba mai più ripetersi”.
In contrasto, gli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, rappresentanti della famiglia Poggi, hanno espresso il desiderio che la questione venga portata quanto prima alla Corte di Appello, sottolineando l’assenza di elementi di novità e auspicando la conclusione della ricerca di un colpevole alternativo, un obiettivo che la difesa di Stasi invece si propone di perseguire con un approccio opposto.
s. z.