Lavori sul ddl antisemitismo: Segre propone modifiche per chiarire il concetto di critica a Israele

29.09.2026 06:05
Lavori sul ddl antisemitismo: Segre propone modifiche per chiarire il concetto di critica a Israele

Il ddl sull’antisemitismo in discussione alla Camera: Liliana Segre propone modifiche per un approccio più equilibrato

Il ddl sull’antisemitismo si appresta a raggiungere un momento cruciale alla Camera dei Deputati, in un clima di forte divisione. Alla vigilia del voto previsto per il 2 ottobre, la senatrice a vita Liliana Segre cerca di riaprire il dialogo sul provvedimento, suggerendo una modifica del testo che chiarisca come la critica allo Stato di Israele non debba automaticamente essere considerata antisemitismo, riporta Attuale.

Approvato dal Senato il 4 marzo, il ddl continua a essere oggetto di polemiche, con le richieste di modifica da parte delle opposizioni che finora non hanno avuto successo. La questione più controversa è legata alla definizione di antisemitismo fornita dall’International Holocaust Remembrance Alliance (Ihra), che secondo alcuni critici potrebbe confondere legittime critiche alle politiche israeliane con l’odio antiebraico. Segre ricorda, tuttavia, che il documento chiarisce che le critiche a Israele paragonabili a quelle rivolte a qualsiasi altra nazione non sono da considerarsi antisemite. Inoltre, il ddl ha già subito modifiche significative, eliminando contenuti penali e divieti presenti nelle versioni precedenti.

Questa situazione ha evidenziato fratture all’interno del centrosinistra. Il Partito Democratico ha annunciato che, senza modifiche, si opporrà al ddl. La segretaria Elly Schlein ha richiesto una netta distinzione tra antisemitismo e critica alle politiche del governo israeliano. Tuttavia, all’interno del partito emergono anche voci a favore della questione. Piero Fassino, ad esempio, ha invitato a tenere conto dell’appello di Segre, ribadendo che la lotta all’antisemitismo deve essere un tema condiviso e non di parte. Emanuele Fiano, ex deputato Pd, ha persino minacciato di lasciare il partito qualora si confermasse un voto contrario al provvedimento.

La questione travalica anche i confini politici e interessa il mondo ebraico. Diverse figure intellettuali hanno firmato un documento critico nei confronti del ddl, sostenendo che possa criminalizzare posizioni anti-israeliane. Al contrario, l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (Ucei) ha accolto positivamente l’intervento di Segre, affermando che il testo non introduce alcun divieto di critica nei confronti di Israele.

Partiti come Avs e M5s si oppongono con veemenza al ddl. Nicola Fratoianni ha descritto la proposta come “profondamente sbagliata”, chiedendo alla maggioranza di apportare modifiche sostanziali. D’altra parte, il centrodestra si schiera a favore del provvedimento, con il relatore Paolo Emilio Russo definendo l’intervento di Segre come un “monito per tutti” e rivendicando i progressi compiuti nel raggiungere un accordo. Maurizio Gasparri, altro esponente di centrodestra, ha sottolineato come il ddl possa garantire “il pieno diritto alla critica politica”.

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