Chiuse le indagini sull’omicidio di Chiara Poggi: emergono prove a favore di Alberto Stasi

29.09.2026 05:45
Chiuse le indagini sull'omicidio di Chiara Poggi: emergono prove a favore di Alberto Stasi

Chiusura delle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi: le nuove prove a carico di Andrea Sempio

Il caso dell’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007, ha subito una svolta significativa con la recente chiusura delle indagini da parte della Procura di Pavia, che ha confermato tutte le accuse nei confronti di Andrea Sempio. Emerse, nello stesso tempo, nuove prove a discolpa dell’ex fidanzato della vittima, Alberto Stasi, in particolare due controanalisi sul materiale repertato dai pedali della sua bici risalenti al 2007 che non avrebbero confermato l’attribuzione alla vittima, riporta Attuale.

La notifica riguardante la chiusura delle indagini è stata consegnata alla difesa di Sempio per la seconda volta, dopo il primo atto del 7 maggio, che aveva seguito le controdeduzioni della difesa e le ulteriori consulenze disposte dalla Procura, fornendo nuove informazioni alle parti coinvolte. Il procuratore Fabio Napoleone ha comunicato i risultati delle indagini tramite un rapporto di tre pagine.

Le consulenze della difesa di Stasi, firmate da Ugo Ricci e Pasquale Linarello, hanno rivelato dati interessanti. Tra questi, due controanalisi negative effettuate il 20 settembre 2007 sullo stesso campione che il giorno precedente aveva rivelato la presenza del DNA di Chiara Poggi, un elemento che avrebbe potuto scagionare Stasi, ma che non è stato considerato nella condanna successiva.

Il comandante del Ris di Parma, Luciano Garofano, ha confermato l’assenza di manipolazioni nei dati analizzati, sottolineando che tutte le indagini sono state condotte in presenza dei consulenti di parte, ammettendo tuttavia delle difficoltà nel comprendere come potessero mancare tali risultati. Questa situazione non influisce sull’indagato Andrea Sempio, poiché la Procura ha presentato numerose contro-contro-consulenze che confermano le accuse a suo carico. La ricostruzione della scena del crimine fornita dalla difesa è stata contestata dal consulente della Procura, Andrea Berti, che l’ha definita come non confermabile.

I consulenti della Procura, Gianpaolo Iuliano e Nicola Caprioli, hanno confermato le tracce, sia l’impronta palmare che quella della scarpa, attribuendole a Sempio. Ulteriori conclusioni dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo hanno corroborato le tempistiche della morte, sostenute dal co-consulente Biagio Eugenio Leone, evidenziando un possibile intervallo di sopravvivenza fino a 60 minuti, accompagnato da atti di difesa da parte della vittima. Altre analisi del Ris di Roma riguardanti la presenza di sangue sul muro hanno smentito l’affidabilità dei risultati negativi precedentemente ottenuti. La consulenza dello psichiatra Roberto Catanesi non ha fornito risposte definitive a causa della mancanza dell’esame diretto dell’indagato.

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