Christa Pike, condannata a morte nel 1995 per l’omicidio di Colleen Slemmer, sarà giustiziata oggi nel Tennessee

30.09.2026 08:25
Christa Pike, condannata a morte nel 1995 per l'omicidio di Colleen Slemmer, sarà giustiziata oggi nel Tennessee

Il Tennessee eseguirà oggi Christa Pike, condannata alla pena di morte trent’anni fa per l’omicidio di Colleen Slemmer, un caso che ha suscitato forte clamore per la brutalità del crimine e l’età dei coinvolti. La sera del 12 gennaio 1995, Pike, all’epoca diciottenne, insieme al suo fidanzato di 17 anni, ha torturato e ucciso Slemmer. Questa esecuzione segna oltre due secoli dalla sentenza di morte di Eve Martin, risalente al 1820, riporta Attuale.

Lunedì scorso, a poche ore dall’esecuzione, gli avvocati di Pike hanno chiesto una grazia al governatore Bill Lee, ma l’istanza è stata rigettata. Oggi, mercoledì 30 settembre 2026, all’età di 50 anni, Pike verrà giustiziata tramite iniezione letale da un gruppo di agenti composto – su sua richiesta – solo da donne.

Nel corso degli ultimi trent’anni, numerose ONG e associazioni per i diritti umani hanno sollecitato la commutazione della pena per Pike, sollevando interrogativi sulla sua condanna originaria. Robin Maher, direttore esecutivo del Death Penalty Information Center, ha osservato che «se Christa Pike fosse processata oggi, probabilmente non verrebbe condannata a morte».

L’omicidio ha generato scalpore non solo per la sua brutalità, con simbologie sataniche incise sul corpo della vittima, ma anche per il contesto giovanile degli imputati, tutti sotto i 20 anni. Tuttavia, la difesa di Pike non ha sufficientemente esplorato gli abusi subiti durante l’infanzia e i problemi di salute mentale che avrebbero potuto influenzare la decisione della giuria.

Infanzia traumatica

Nuovi dettagli emersi successivamente hanno rivelato gli abusi subiti da Pike in età infantile, mai menzionati durante il processo. Sin dall’infanzia, è stata vittima di abusi sessuali, un disturbo bipolare non trattato e una vita segnata da instabilità e violenza familiare.

Nata nel 1976 a Beckley (West Virginia), Pike ha lottato con danni cerebrali presumibilmente causati dall’abuso di alcol in gravidanza. Già da piccola, ha mostrato segnali di instabilità. A soli 11 anni, è stata violentata da un conoscente, successivamente ha subito altre violenze.

Il primo abuso sessuale è avvenuto durante la scuola materna, quando Pike fu vittima del fidanzato della nonna. Questo ciclo di violenza ha proseguito fino all’adolescenza, quando ha subito diversi abusi da parte di adulti conosciuti.

Problemi adolescenziali

Durante la sua adolescenza, Pike ha mostrato comportamenti problematici, abbandonando la scuola e scappando di casa. A seguito di questo, è stata mandata in un centro per minori, dove ha iniziato a partecipare al programma Job Corps.

Verso la fine del 1994, Pike si è iscritta al Job Corps Center di Knoxville, Tennessee, dove ha conosciuto Tadaryl Shipp, un giovane con interessi nel satanismo che ha esercitato su di lei una forte influenza negativa.

Durante una serata del 12 giugno 1995, Pike ha convinto Slemmer a unirsi a lei e ad altri in un’escursione notturna. Qui, insieme a Shipp, ha aggredito Slemmer, infliggendole danni gravissimi.

Dettagli dell’omicidio

Nei trenta minuti successivi, la giovane è stata picchiata e ferita con un’arma da taglio. Shipp ha inciso un simbolo satanico sul suo corpo, mentre Pike le ha fracassato il cranio con un pezzo di asfalto. Importante è la notizia che Pike ha mostrato ai compagni di scuola un frammento del cranio della vittima.

Entro 36 ore, i tre ragazzi sono stati arrestati. Il pezzo di cranio di Slemmer fu conservato come prova e restituito alla famiglia solo dopo 16 anni.

Peterson, che aveva assistito all’aggressione, è diventata testimone dell’accusa, ricevendo la libertà vigilata in cambio di una confessione. Pike e Shipp sono stati condannati per omicidio e cospirazione, con Pike che ha ricevuto la pena di morte.

La controversia sull’età

Il Death Penalty Information Center ha segnalato che, sulla base di nuovi studi sullo sviluppo cerebrale, la condanna a morte per individui di età inferiore ai 21 anni dovrebbe essere rivista. In reazione alla condanna di Pike, gruppi di attivisti hanno chiesto la commutazione della pena.

Diversi avvocati hanno fatto notare che altri giovani condannati a morte nel Tennessee hanno visto le loro sentenze ridotte nel tempo, aggiungendo pressione sul governo per rivalutare il caso di Pike.

Tentativi di evasione e tentato omicidio

La detenzione di Pike è stata caratterizzata da un notevole isolamento. Durante il suo tempo in carcere, si è confrontata con i suoi problemi di salute mentale, tra cui il disturbo da stress post-traumatico.

Nel 2001, Pike ha tentato di strangolare una compagna di cella e ha successivamente cercato di evadere, ma il piano è

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