Le conseguenze dei dazi annunciati da Trump colpiscono l’Europa
I dazi del 10 e poi del 25% per paesi come Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Finlandia, annunciati dall’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, rischiano di creare turbolenze economiche significative, in particolare per la Germania e la Francia, riporta Attuale.
Le nuove misure si aggiungerebbero a quelle già in vigore, che attualmente ammontano al 15% per sei Stati membri dell’Unione Europea e al 10% per il Regno Unito. Di conseguenza, l’aliquota effettiva potrebbe arrivare fino al 40% e al 35%, ben oltre i margini di profitto medi dell’industria, che si attestano tra il 5 e il 12%.
L’impatto diretto di tali dazi sarebbe ampio ma ineguale. La Germania, ad esempio, subirebbe il colpo maggiore, con i settori dell’automotive e della meccanica che troverebbero difficile sostenere un tasso del 40%. In Francia, i settori dell’aerospazio, agroalimentare, lusso e chimica risentirebbero severamente di queste imposizioni. Anche Danimarca e Paesi Bassi avrebbero ripercussioni evidenti, in particolare sui settori farmaceutico e chimico, con l’Olanda che vedrebbe danneggiato il suo ruolo di hub logistico. Svezia e Finlandia, invece, avrebbero difficoltà con macchinari, trasporti e chimica. Infine, la Norvegia sarebbe penalizzata dai dazi sui prodotti ittici e metalli, mentre il Regno Unito riscontrerebbe problematiche nei settori automotive e farmaceutico, attualmente in una fase limitata di diversificazione post-Brexit.
Economicamente, l’effetto dei dazi si manifesterebbe progressivamente. Un primo incremento ridurrebbe gli scambi di alcuni punti percentuali, con costi inizialmente assorbiti nei margini. Tuttavia, se le aliquote aumentassero ulteriormente tra il 35 e 40%, l’export diretto diventerebbe antieconomico, portando a una contrazione dei flussi commerciali e a un aumento dei prezzi negli Stati Uniti, stimato tra l’8 e il 20%.
Le conseguenze politiche e istituzionali di queste misure potrebbero essere gravi. L’Unione Europea potrebbe rispondere con ritorsioni per miliardi di euro, innescando un’escalation. Sul piano strategico, dazi di questa entità tra alleati metterebbero sotto pressione la NATO, che non prevede sanzioni economiche interne, portando a un deterioramento della fiducia transatlantica.