Kristi Noem: tra la politica e le polemiche del suo memoir
La segretaria della Sicurezza interna americana, Kristi Noem, si trova in una posizione precaria a seguito della rimozione del comandante Gregory Bovino dalla sua carica nello Border Patrol. Il suo legame con Bovino, sostenuto nelle sue decisioni, potrebbe costarle il posto, in un contesto già complicato dopo i recenti eventi violenti a Minneapolis, riporta Attuale.
Noem, che ha appena pubblicato il suo memoir intitolato No Going Back, racconta la sua ascesa politica, sottolineando la mancanza di modelli tradizionali per la sua carriera: «La mia fortuna è stata crescere con modelli migliori – i miei genitori, i miei fratelli, i miei vicini. Ad essere sinceri, avevo una grande passione per John Wayne», scrive nel libro. Queste parole introducono una figura complessa, radicata nella tradizione americana.
L’ex presidente Donald Trump ha recentemente avuto un incontro di due ore con Noem nello Studio Ovale, accompagnato da alcuni membri chiave della sua amministrazione. Fonti indicano che la riunione ha lasciato Noem in una situazione difficile, con la sua posizione apparentemente indebolita. Avventurandosi in un campo turbolento, la governatrice del South Dakota è stata criticata per il suo recente passato, in particolare per le rivelazioni shock nel suo memoir, in cui ammette di aver ucciso il suo cane, una cucciola di 14 mesi, perché considerata «troppo aggressiva».
«Odiavo quel cane», scrive Noem, aggiungendo che era «impossibile da addestrare» e «pericolosa». La decisione di sopprimerla, secondo la governatrice, è stata il passo necessario dopo aver tentato di calmarla con un collare elettrico. Questa rivelazione ha suscitato forti reazioni e ha messo in discussione la sua capacità di gestire una carica così rilevante, specialmente in un periodo in cui la sua fedeltà a Trump è messa alla prova.
Nel libro, Noem si confronta con il tumulto interno della politica americana, facendo riferimento agli eventi di Minneapolis, dove George Floyd è stato ucciso da agenti di polizia, scatenando il movimento Black Lives Matter. Secondo Noem, la nazione si trova in una fase di divisione profonda: «L’America è molto meglio di quello che ha dovuto sopportare quella notte di scontri», afferma, enfatizzando la necessità di un cambiamento significativo nella cultura politica.
Il memoir di Noem offre uno sguardo diretto e a tratti inquietante sulla vita e la politica americana, tracciando un percorso tra ideali tradizionali e le sfide contemporanee. Su richiesta ai suoi lettori, conclude con un avvertimento: «Non accettiamo scuse qui. Qui una stretta di mano ha ancora un valore». Le sue parole risuonano come un riflesso di un’America che sta cercando di navigare tra il passato e un futuro incerto.