La NATO affronta nuove sfide: intervista all’Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone
KIEV – La NATO dispone degli strumenti necessari per rispondere ai cambiamenti globali e riconsiderare il proprio ruolo nel contesto attuale. L’Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato Militare dell’Alleanza Atlantica e precedente capo di Stato maggiore della Difesa italiana, affronta quella che è stata definita la crisi più grave del sistema di difesa occidentale dall’epoca della Seconda guerra mondiale, riporta Attuale.
Il conflitto in Ucraina e le tensioni latenti nella NATO, amplificate dal dibattito sulla Groenlandia, sollevano interrogativi sull’impegno degli Stati Uniti nella difesa collettiva. Cavo Dragone sottolinea l’importanza di trovare nuovi modi di cooperazione militare tra Europa e Stati Uniti, piuttosto che enfatizzare il dibattito sull’esercito europeo.
«È nel DNA della NATO riflettere sul proprio ruolo, lo facciamo da 76 anni continuando ad adattarci ai cambiamenti. I valori della sicurezza collettiva e della difesa della democrazia rimangono centrali», afferma Cavo Dragone, sottolineando che la minaccia russa è stata confermata nel 2022 e guida la strategia della NATO. «Dobbiamo continuare a esercitare deterrenza», aggiunge.
In merito agli attacchi dell’ex presidente Donald Trump, l’Ammiraglio ritiene che la NATO esca più coesa e forte dai recenti dibattiti e stress test. «L’ultimo summit dell’Aja è stato un successo: l’Europa si impegna a spese militari più alte e a maggiori responsabilità operative», afferma.
Rispondendo a domande sulla possibile crisi esistenziale della NATO, Cavo Dragone si mostra ottimista: «La NATO non è in crisi. Le dichiarazioni critiche vanno valutate con calma», sottolineando come le recenti tensioni abbiano aperto nuovi orizzonti per l’Alleanza.
L’Ammiraglio rimarca anche l’importanza dell’Artico, sempre più centrale a causa dei cambiamenti climatici, e denuncia le attività russe nella regione. «Non possiamo militarizzare l’Artico, vogliamo un’area accessibile a tutti», afferma, mantenendo il focus sulle contromisure della NATO.
In relazione al conflitto in Ucraina, Cavo Dragone evidenzia le difficoltà russe nel rimpiazzare le perdite di soldati, stimando 1,2 milioni di perdite complessive per Mosca. «I soldati ucraini sono molto più motivati a difendere il loro Paese rispetto ai russi a invaderlo», dichiara, aggiungendo che la NATO lavora affinché Kiev possa negoziare da una posizione di forza.
Infine, riguardo alla prossima tornata di colloqui a Abu Dhabi, Cavo Dragone esprime cautela: «Speriamo di poter porre fine a questo massacro, ma Putin resta contrario al compromesso».