Il curioso regalo di Erdogan ai leader della Nato provoca scompiglio ad Ankara

10.07.2026 11:05
Il curioso regalo di Erdogan ai leader della Nato provoca scompiglio ad Ankara

Regalo ingombrante: Erdogan regala pistole ai leader della NATO, caos alle diplomazie occidentali

Il vertice NATO ad Ankara ha avuto un’inattesa sorpresa: ogni leader dell’Alleanza ha ricevuto in dono una pistola revolver personalizzata con il proprio nome, corredata di munizioni, causando imbarazzo tra i partecipanti, riporta Attuale.

Tra i destinatari del controverso omaggio si è ritrovata anche la premier italiana Giorgia Meloni, che ha fatto portare la pistola in Italia, dove è stata consegnata all’ufficio del cerimoniale di Stato a Palazzo Chigi. I capi di Stato e di governo, tra cui il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il premier olandese Rob Jetten, hanno scelto di lasciare l’arma in Turchia, per garantire che non fosse utilizzabile prima di essere portata nei loro Paesi.

La decisione di Erdogan di donare pistole è sembrata inopportuna, soprattutto in un contesto di discussione su spese militari e riarmo. La questione ha sollevato interrogativi non solo sull’opportunità di tali regali, ma anche sul messaggio politico che trasmettono, in un momento in cui la NATO cerca di dimostrare coesione e determinazione.

In particolare, l’ufficio stampa del primo ministro belga Bart De Wever ha riferito che egli ha scoperto tardivamente le implicazioni del dono, immediatamente conferendolo alla polizia aeroportuale. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha ringraziato Erdogan e ha dichiarato che la pistola sarà donata a un museo militare.

Il premier svedese Ulf Kristersson ha assicurato che l’arma sarà trasportata in Svezia secondo le procedure vigenti. Tuttavia, rimane fuori dalla discussione l’assenza di commenti ufficiali da parte di Donald Trump, noto per il suo forte legame con la Turchia e il suo approccio alle relazioni internazionali.

Questo episodio mette in evidenza le complessità delle relazioni internazionali all’interno della NATO, dove il symbolismo dei regali diplomatici può avere conseguenze ben oltre il loro valore strumentale.

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