Un’inchiesta giornalistica pubblicata l’8 luglio 2026 mostra come i servizi russi stiano gestendo un’imponente rete di reclutamento su Telegram per sabotaggi nell’Unione europea. Dall’inizio dell’anno, sulla piattaforma sono comparsi oltre 20 milioni di annunci che offrivano fino a 3.000 dollari per incendiare veicoli militari della NATO e infrastrutture critiche, mascherando l’attività come semplici proposte di lavoro part-time.
Gli annunci sono spesso pubblicati tramite account usa e getta, registrati con numeri telefonici indiani, iraniani o di Paesi arabi, e propongono compensi tra 1.500 e 3.000 dollari. Le modalità operative prevedono il pagamento in criptovaluta o su carte di transito entro quindici minuti dalla ricezione di un video che confermi l’incendio o il piazzamento di esplosivo, con l’obbligo di riprendere una parola in codice davanti all’obiettivo in fiamme.
L’espansione in Europa centrale e baltica
Dalla primavera del 2026 la rete si è estesa ai Paesi dell’Europa centrale e baltica, prendendo di mira residenti locali, migranti e persone in difficoltà economica tramite chat cittadine dedicate a offerte di lavoro. L’inchiesta ha documentato che in Lituania e Lettonia venivano proposti 1.500 dollari per distruggere fuoristrada della NATO e 3.000 dollari per azioni più complesse. A Riga, a maggio 2026, è stato sventato un tentativo di incendio con molotov contro la sede della Confederazione delle comunità ucraine “Viče”. Gli esecutori avevano ricevuto istruzioni via Telegram, comprese foto dell’obiettivo e video di ricognizione.
In Polonia, a giugno 2026, decine di chat regionali di Varsavia e Breslavia sono state invase da centinaia di annunci in russo che offrivano 3.000 dollari per incendiare centri di raccolta di aiuti umanitari, sedi di partiti politici, uffici di reclutamento di volontari stranieri, infrastrutture ferroviarie, ripetitori di telefonia mobile e automobili con targa ucraina. Per verificare le coordinate geografiche veniva usata l’applicazione Timestamp Camera.
La rete ceca e il traffico di esplosivi
A inizio 2026 le autorità ceche hanno smantellato una cellula che acquistava accenditori elettrici per detonatori e li faceva arrivare in Ucraina su autobus di linea. Quella catena logistica ha portato all’incendio doloso di uno stabilimento di produzione di droni per le forze ucraine a Pardubice.
Una campagna sistematica
Le agenzie di sicurezza europee registrano un’impennata senza precedenti dell’attività ibrida russa: secondo i dati citati nell’inchiesta, dal 2026 si verifica in media più di un incidente grave ogni due giorni, tra incendi, atti vandalici, cyberattacchi su larga scala, esplosioni e tentativi di omicidio. Il Cremlino fa ricorso a tattiche “false flag”, servendosi di cittadini stranieri per mascherare la regia dei propri servizi e minimizzare il rischio di esposizione.
L’uso di mezzi di trasporto civili e di servizi postali commerciali per contrabbandare esplosivo e componenti per detonatori – sottolineano i reporter – accresce il pericolo di attentati contro infrastrutture energetiche, snodi ferroviari e insediamenti industriali, con il concreto rischio di vittime tra i civili europei.