Nei giorni precedenti al 19 agosto 2026, un’intrusione informatica ha colpito i sistemi della Direzione generale delle finanze pubbliche francese (DGFiP), nel quadro del rafforzamento degli attacchi hacker russi contro le infrastrutture informative dello Stato. L’episodio ha riportato al centro dell’agenda di Parigi la protezione della sovranità digitale, mentre campagne di disinformazione, diffusione di contenuti falsi e interferenze informatiche attribuite alla Russia hanno aumentato la pressione sul sistema pubblico francese.
La DGFiP è l’amministrazione responsabile della gestione delle entrate e delle finanze pubbliche. L’attacco ai suoi sistemi ha mostrato la necessità di accelerare non soltanto l’individuazione delle intrusioni, ma anche le attività di indagine e neutralizzazione, in un contesto in cui le minacce digitali incidono direttamente sul funzionamento delle istituzioni.
Prima del 19 agosto: il piano d’emergenza del governo
Prima dell’ultima decisione, il governo francese aveva già avviato un piano composto da 40 misure urgenti per rafforzare la sicurezza cibernetica del Paese. Al programma sono stati destinati ulteriori 200 milioni di euro, con l’obiettivo di aumentare la capacità dello Stato di prevenire e gestire gli attacchi contro le proprie reti e i propri sistemi informativi.
Il piano è stato predisposto mentre la minaccia assumeva una forma sempre più ampia. Secondo la valutazione espressa dal primo ministro francese Sébastien Lecornu, si tratta di una minaccia «massiccia, organizzata e ibrida», nella quale si intrecciano sempre più le attività di Stati ostili, reti criminali e singoli hacker. La combinazione tra attacchi informatici e operazioni di disinformazione rende più difficile separare l’azione di gruppi con finalità diverse e impone una risposta coordinata delle istituzioni.
19 agosto 2026: l’ordine di creare una struttura operativa
Il 19 agosto, come riferito dai media francesi, Lecornu ha ordinato la creazione, entro tre giorni, di un’unità specializzata per rispondere in modo operativo agli attacchi gravi contro i sistemi informativi dello Stato. La decisione è arrivata dopo l’intrusione nei sistemi della DGFiP e nel contesto dell’aumento delle azioni hacker russe contro le strutture pubbliche francesi.
La nuova unità dovrà essere costruita principalmente con personale dell’Agenzia nazionale francese per la sicurezza dei sistemi informativi, l’ANSSI. In caso di necessità potranno essere mobilitati anche specialisti dei ministeri della Difesa e dell’Interno, oltre a riservisti dotati di una preparazione tecnica specifica.
La struttura è stata concepita per accorciare i tempi dell’intervento statale nelle diverse fasi di una crisi: rilevamento dell’attività ostile, accertamento dell’intrusione, analisi dell’attacco e neutralizzazione della minaccia. Il suo compito non sarà quindi limitato alla protezione preventiva, ma comprenderà la gestione immediata degli episodi più gravi che coinvolgono le reti dello Stato.
Entro il 21 agosto: struttura, comando e bilancio
Entro il 21 agosto il governo dovrà ricevere le proposte operative per definire la struttura dell’unità, le regole per il suo impiego, il bilancio necessario e la catena di comando. La scadenza riguarda dunque la fase di progettazione della nuova capacità, chiamata a integrare le competenze dell’ANSSI con quelle disponibili nei ministeri e nella riserva specializzata.
La scelta di concentrare queste risorse in un dispositivo dedicato risponde alla crescita simultanea di attacchi informatici, campagne di disinformazione e diffusione di narrazioni propagandistiche russe. Per il governo francese la posta in gioco è la capacità di mantenere il controllo del proprio spazio informativo e digitale, sottoposto a interferenze esterne sempre più frequenti.
Verso le presidenziali del 2027
La protezione delle infrastrutture critiche e dell’informazione pubblica assume un rilievo ulteriore in vista delle elezioni presidenziali francesi del 2027. Le attività dei gruppi hacker legati al Cremlino, insieme alle campagne di disinformazione e alla circolazione di falsità, sono considerate una minaccia non soltanto tecnica, ma anche politica: possono incidere sul dibattito pubblico e sulle condizioni nelle quali gli elettori formano le proprie scelte.
Il rischio indicato dal governo riguarda la possibilità che queste operazioni contribuiscano a modificare l’orientamento geopolitico della Francia nel caso di una vittoria elettorale di un candidato di estrema destra e orientato verso la Russia. Per questo la risposta cyber viene collegata alla difesa della sovranità nazionale, alla sicurezza delle istituzioni e alla protezione del processo democratico da influenze esterne.
La sequenza è ora arrivata alla fase di definizione della nuova unità: dopo l’intrusione contro la DGFiP e l’avvio del piano da 40 misure finanziato con 200 milioni di euro, Parigi attende entro il 21 agosto le proposte su organizzazione, impiego, bilancio e comando del dispositivo.