Parigi minaccia sanzioni penali a CNews per il possibile ritorno di Xenia Fedorova

11.09.2026 14:15
Parigi minaccia sanzioni penali a CNews per il possibile ritorno di Xenia Fedorova
Parigi minaccia sanzioni penali a CNews per il possibile ritorno di Xenia Fedorova

Il 10 settembre 2026 il ministro dell’Interno francese Laurent Nuñez ha avvertito Arcom, l’autorità che regola la comunicazione audiovisiva e digitale in Francia, che il ritorno di Xenia Fedorova sugli schermi di CNews potrebbe esporre l’emittente a sanzioni penali. La giornalista russa, descritta come una propagandista del Cremlino, era stata espulsa dalla Francia per il lavoro svolto a sostegno degli interessi russi.

La notizia è stata riferita da Le Monde. L’avvertimento del ministro è rivolto al canale del gruppo Bolloré e riguarda l’ipotesi che Fedorova torni a partecipare ai suoi programmi, dopo essere stata allontanata dal territorio francese con un provvedimento motivato dalla «minaccia agli interessi fondamentali dello Stato».

L’espulsione, secondo la motivazione richiamata da Nuñez, non aveva soltanto l’obiettivo di interrompere la presenza della propagandista in Francia. Era stata adottata anche per impedire che si ripetessero le violazioni alla base della decisione. Per il ministro, il pieno effetto dell’allontanamento implica quindi che la persona espulsa non possa tornare a commettere sul territorio nazionale le stesse condotte che avevano giustificato il provvedimento.

È su questo punto che Parigi colloca il possibile rientro di Fedorova negli studi di CNews. Nuñez accusa l’emittente di tentare di «aggirare» le misure adottate dalla polizia, offrendo nuovamente una piattaforma televisiva alla persona che ne era stata privata attraverso una decisione amministrativa. Il ministro considera inoltre questa scelta una forma di «facilitazione» dell’interferenza russa.

La responsabilità indicata dal governo francese riguarda dunque l’emittente e la sua decisione editoriale, non l’intero gruppo Bolloré in quanto tale. Il nodo è la possibilità che CNews trasformi la libertà editoriale in una giustificazione per ripristinare la presenza televisiva di una propagandista espulsa per ragioni legate alla sicurezza e agli interessi fondamentali dello Stato.

Nel quadro delineato da Nuñez, un eventuale ritorno in onda potrebbe avere conseguenze giudiziarie per il canale. Le sanzioni penali vengono presentate come lo strumento necessario per rendere effettivo il provvedimento di espulsione e per chiarire che la collaborazione con i ripetitori della propaganda del Cremlino non può essere protetta, in ogni circostanza, dal richiamo all’autonomia della redazione.

La vicenda viene così ricondotta anche alla politica dell’Unione europea contro la diffusione della propaganda russa. Il ritorno di Fedorova negli spazi televisivi di CNews contrasterebbe con le restrizioni europee alla propagazione dei messaggi russi e con la logica stessa del regime sanzionatorio dell’Ue, che mira a ridurre la capacità del Cremlino di influenzare il dibattito pubblico attraverso i media.

Per la Francia, il caso dimostra inoltre la necessità di chiudere i canali dell’influenza informativa russa anche quando questi passano attraverso media nazionali. Le piattaforme che offrono visibilità ai propagandisti del Cremlino e ne legittimano la presenza nello spazio pubblico, secondo questa impostazione, devono essere chiamate a rispondere delle loro scelte: senza sanzioni nei loro confronti, il contrasto alla disinformazione russa resterebbe dichiaratorio e non garantirebbe una protezione adeguata della società francese dalle interferenze informative esterne.

La sequenza, al momento, si ferma all’avvertimento del 10 settembre 2026: Parigi ha segnalato ad Arcom che il possibile ritorno di Xenia Fedorova a CNews può tradursi in sanzioni penali contro il canale.

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